Giu24

FICT - No alla droga: Educhiamo alla vita…per non rassegnarci!

"Facciamo crescere la nostra identità, la nostra vita e le nostre comunità senza droga"

FICT - No alla droga: Educhiamo alla vita…per non rassegnarci!

In occasione della Giornata Internazionale di Lotta alla Droga, la Federazione Italiana Comunità Terapeutiche organizza a livello territoriale nei suoi 42 Centri federati una serie di eventi ed iniziative e lancia  lo slogan: No alla droga: educhiamo alla vita...per non rassegnarci!

"In questa giornata vogliamo affermare con decisione il nostro "No alla droga, spiega Luciano Squillaci - presidente FICT, ed abbiamo intenzione di affermarlo ripartendo dai nostri territori, dalle nostre comunità, ribadendolo con decisione in ogni angolo d’Italia. Oggi tutta la questione dipendenze sembra non interessare a nessuno, siamo immersi in un silenzio assordante… Di droga non si parla più, quasi fosse un problema superato, o molto peggio, non fosse più un problema. E di contro gli ultimi dati della Relazione annuale al parlamento sulle tossicodipendenze ci riportano un costante aumento dell’uso di sostanze ed in particolare tra i giovani.

Nella recente relazione dell'agenzia europea 2016 sulle droghe, presentata a Lisbona, si afferma che la Cannabis primeggia fra i giovani europei: circa 16,6 milioni di cittadini Ue 15-34 anni l'ha usata nel 2014, 2 milioni in più rispetto al 2013. L'Italia è ai primi posti come percentuali di consumo giovanili e al top per sequestro di foglie, cioè di marijuana. Le nuove stime evidenziano che, in termini di valore, la cannabis rappresenta la quota più ampia del mercato europeo delle sostanze illecite. La sua produzione è diventata una delle principali fonti di reddito per la criminalità organizzata, con un giro d’affari di oltre 9 miliardi in un anno su un mercato globale delle droghe che si aggira, tra i confini dell’Ue, attorno ai 24 miliardi. Nella relazione si legge anche che la cannabis è ora responsabile della maggior parte dei trattamenti ai quali i pazienti si sottopongono per la prima volta: in tutta Europa è salito da 45 mila nel 2006 a 69 mila nel 2014.  Stabile il numero di trattamenti per dipendenza da cocaina. Tra gli stimolanti, non meno preoccupante è l'uso tra i cittadini europei di amfetamine. In particolare, l'MDMA sembra non essere più una droga destinata al consumo di nicchia o consumata nelle discoteche, ma utilizzata da un bacino di giovani più ampio in contesti più tradizionali di vita notturna. La ripresa dell'Mdma è associata a nuove tecniche di produzione e all'offerta online. Numeri ben più bassi sono quelli relativi al consumo di eroina, anche se resta una delle sostanze stupefacenti più pericolose."

"Di fronte a questi dati e in virtù della nostra esperienza trentennale nella lotta alle dipendenze ed agli stili di vita ad esse sottese, non possiamo non affermare, dice Squillaci, senza incorrere nell'incoerenza morale, che l'utilizzo della cannabis, così come di altre sostanze legali ed illegali che creano dipendenza, sia un disvalore. Tutto il contesto sociale di questi anni sembra ritenere il consumo di sostanze una condotta "condivisa" dalla maggioranza della popolazione, soprattutto giovanile, ed anche le nuove proposte di legge circa la legalizzazione della cannabis, tendono ad andare verso la normalizzazione dell'uso di sostanze.  Ci sembra di cogliere in generale, da parte delle istituzioni e della stessa società civile, una sorta di resa che rischia di non tener conto delle necessità di tutelare la salute e il benessere dei giovani: un generale disinvestimento, sia di risorse economiche che di proposte educative, che rischia di portare a conseguenze nefaste."

"Di qui proponiamo, continua Squillaci, la necessità di un forte rilancio dei temi educativi, a partire dalle relazioni comunitarie, oggi unica possibile risorsa contro la solitudine figlia dell’individualismo di questa epoca. E' necessario educare alla relazione, educare alla comunità ed educare la comunità a prendersi cura delle fragilità che crea. Promuovere la cultura che mette al centro la persona, la sua “bellezza”, la sua straordinaria unicità con le sue fragilità come arricchimento della società in cui vive: negare questa visione significa negare il nostro futuro, negare il futuro della stessa comunità." La nostra fede nell'uomo, nella sua capacità di recupero, sta resistendo nonostante tutto. I nostri 42 Centri di Solidarietà, sebbene siano, soprattutto in questo periodo storico, in forte crisi di sopravvivenza, continuano, aldilà di tutti i discorsi, ad avere come priorità "lo stare accanto alle persone, ai consumatori e alle loro famiglie". Siamo persone che hanno fatto una scelta: lavorare insieme nel campo dell’emarginazione e di tutte le forme di dipendenze per un uomo che sia protagonista della sua vita". In questo contesto la Federazione, forte delle esperienze dei suoi Centri, radicati sull'intero territorio nazionale, rappresenta le antenne dei bisogni, ma anche le avanguardie della sofferenza. Pertanto possiamo avere l'autorevolezza e l'esperienza per affermare con forza: "sì all'Uomo, no alle droghe"." "La dipendenza da sostanze, conclude il presidente FICT, non è un dato assoluto ed immodificabile, normalizzarlo significa arrendersi ad una inevitabile sconfitta".

Per info: Elisabetta Piccioni - Uff. Comunicazione FICT - e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - cell. 339.2818398

Posted in 26 giugno 2016 News, approfondimenti, dipendenze

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