Apr18

Il Gulliver compie 30 anni con la “Testa tra le nuvole”

Ricorrenza speciale - Lo spettacolo per celebrare il centro e raccogliere fondi per l’oasi di Bregazzana

Il Gulliver compie 30 anni con la “Testa tra le nuvole”

Gulliver brinda ai 30 anni con la “Testa tra le Nuvole” e oltre 850 spettatori. Si sono aperti a ritmo di musical i festeggiamenti per il centro varesino che ieri ha raccolto fondi per l’oasi del parco di Bregazzana, un progetto di cura che sfrutta l’azione terapeutica del contatto con gli animali e la natura. «Abbiamo visto – spiega don Michele Barban, presidente del Centro Gulliver di Varese – che per chi ha una dipendenza la vicinanza e la relazione con l’animale è terapeutica. Il progetto definito è concordato con gli operatori e durante la giornata ci sono tempi da dedicare a galline, maialino vietnamita e asini. Questa relazione autentica e diretta».

Con un sorriso

«Oggi Gulliver è una realtà complessa – racconta Chiara Pontiggia, responsabile dell’area dipendenze delle comunità terapeutiche del centro - che si occupa di dipendenze, psichiatria, consultorio, centri per la formazione. È una realtà articolata con una serie di servizi sia interni sia sul territorio: dal teatro Santuccio, per esempio, a tutto ciò che contribuisce al reinserimento dei nostri ospiti che oggi sono circa 150 persone, che vengono seguite in modo residenziale cui si affiancano servizi diurni e consultorio». Per focalizzare l’attenzione sulle tante attività del centro e sull’importante compleanno è andato in scena ieri «un musical realizzato da giovani varesini, che hanno offerto la loro passione ed il loro bellissimo lavoro. L’arte, la musica e la cultura sono alleati fondamentali per stare bene e per iniziare a fare la vera prevenzione. Per questo iniziare così i festeggiamenti, esprime al meglio la nostra idea di celebrare con un sorriso i tanti progressi, le iniziative ed i progetti realizzati fin qui». Sul palco in trenta tra attori, cantanti, ballerini, musicisti e coristi si sono esibiti dal vivo con la band Skassakasta hanno intrattenuto il folto pubblico compresi il sindaco Attilio Fontana, l’assessore alla Cultura Simone Longhini e Giovanni Daverio, direttore generale reddito di autonomia e inclusione sociale della Regione Lombardia.

«La mia “resistenza”»

«Naturalmente ringrazio tutti gli operatori presenti e passati e non posso dimenticare la sinergia con Sole Voci Accademy e Sonia Milani per 23&20 oltre ad Elisabetta Pellini, testimonial di questo nostro periodo di festeggiamenti che ci accompagnerà almeno tutto l’anno» ha proseguito don Barban. E quasi si commuove ripensando al tempo trascorso in un’impresa lunga una vita: «È quasi la festa della “resistenza”. Ho capito che nella vita devi cercare di avere relazioni vere, a prescindere da come ti vengono proposte. Agli inizi è stata dura, e per alcuni versi lo è ancora, ma “camminando si apre il cammino”, come dicono i brasiliani. Mentre ti prendi cura di una situazione, ne vedi un’altra e ti ci butti, finchè capisci che prendi e dai al tempo e che anche nella sofferenza puoi stabilire un rapporto vero in cui stai bene».

di Laura Botter - fonte: La Provincia di Varese.it

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