Dic15

Ogni cosa è illuminata

Natale 2015

Ogni cosa è illuminata
Anche per questo natale ho chiesto una semplice riflessione a Giuseppe, mio nipote e non posso non condividerla con tutti voi...(Don Mimmo Battaglia). Eccola:
"È una notte come tutte le altre notti o è una notte con qualcosa di speciale?
Non saprei. Però di certo so che questa è una notte fantastica, che tutto sembra possibile.
Le cose accadono di notte. Sogni, partenze, ritorni, speranze, è di notte che accadono le novità. Come la nascita di un Dio bambino, di un Re povero, di una Stella nel buio. Nella notte.
Un pastore vede un Dio farsi uomo in una capanna, tra un bue ed un asinello, riscaldato da una Madre, protetto da un padre e pensa che tanta differenza tra lui e quel bambino non c’è. Se non per il fatto che lui è nato di giorno, in una casa, vecchia, un po’ trasandata, forse un po’ troppo, ma pur sempre una casa.
Un Dio bambino, più povero dei poveri.
Un piccolo pastorello  osserva la nascita di un fratello, ci gioca, ci scherza, si sorridono i due;  è desideroso però che questo quadro finisca, si rende conto della sacralità del momento, ma vuole che il bambino vada a giocare con lui, tra i campi, vuole che il bambino, come lui, si sporchi le mani, si graffi le ginocchia, nelle strade, tra la gente.
Un Dio bambino, fratello dei poveri.
Una madre osserva Maria e Giuseppe, stanchi per un viaggio troppo lungo, ma illuminati di una luce mai vista prima. Amano il bambino, come solo due genitori sanno fare;  ripensa, la madre, al momento in cui nacque il suo di figlio, al suo stesso amore, alla sua stessa voglia di vita. E sente, che in qualche modo, quel bambino è anche suo.
Un Dio bambino, figlio dei poveri.
Penso alla notte e alle notti di tutti i giorni.
Penso alla storia di una ragazza e del piccolo fratello che non c’era più. Ogni sera lei, quando tornava a casa, in camera sua, chiudeva ogni finestra, ogni porta, tutto quello che potesse portare della luce in quella stanza e nel buio, nella tristezza, nella paura, nel dolore parlava al fratello, gli raccontava la vita, gli raccontava del sole e del vento ed era nel buio che lei sentiva il bisogno di vivere, di fare luce, di portare gioia, di espandere il coraggio, di condividere la forza, di moltiplicare la speranza. Come fosse un debito.
Penso a un Dio che nasce povero e che Lo è sempre, non solo di notte, non solo per una notte, anche di giorno. Ogni giorno, ogni notte.
Allora, che notte è?
“È una notte con qualcosa di speciale, una notte in cui ogni cosa è illuminata, una notte fantastica, che tutto sembra possibile” (come tutte le altre notti)!
Vedo stelle che cadono, esprimo un desiderio: Buon natale!"

di Giuseppe Mellace

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