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“1975 – 2015 ed il sogno continua”...

libro scritto da Giovanni Ferri sul Centro di Solidarietà “Don Guerrino Rota” di Spoleto

“1975 – 2015 ed il sogno continua”...

E' stato presentato durante una conferenza, organizzata dall'Associazione Amici di Spoleto ONLUS, Sezione Giovanni Polvani, il libro scritto da Giovanni Ferri sul Centro di Solidarietà “Don Guerrino Rota” dal titolo “1975 – 2015 ed il sogno continua”.

All'evento, presieduto da Dario Pompili, presidente dell’Associazione Amici di Spoleto, era presente anche mons. Eugenio Bartoli, attuale responsabile dello stesso Centro di Solidarietà.

Giovanni Ferri ha spiegato i motivi  che lo hanno indotto a  scrivere il libro. Nel ricordare il fondatore del Ceis ha voluto sottolineare le difficoltà e le incomprensioni che fu costretto ad affrontare  per realizzare il suo sogno. Ha preso poi la parola mons. Eugenio Bartoli il quale ha spiegato come l’attività  del Centro di accoglienza costituito da 50 operatori,  oltre ai volontari, è una struttura articolata che si avvale di professionalità in vari campi, compresa quella medica per il conseguimento dei migliori risultati nel processo riabilitativo.

Il Centro di Solidarietà di Spoleto fu fondato da Don Guerrino Rota nel 1975, come risposta al problema dell’emarginazione giovanile, con particolare riferimento al fenomeno della dipendenza da sostanze stupefacenti.

La droga negli anni settanta cominciava a prendere possesso anche delle città di provincia, diventando così gradualmente, non più un fenomeno sporadico, ma di massa.

Occorreva dare subito risposte concrete non tanto su un piano medico-sanitario, quanto piuttosto umano, spirituale e valoriale.

Quello che inizialmente fu un approccio di primo intervento, assunse gradualmente i connotati della specializzazione e della professionalità.

A Roma, presso la scuola del Ce.I.S. fondata da Don Mario Picchi, e con il patrocinio di DayTop Village di New-York furono formati i primi operatori.

La motivazione e la garanzia trasmesse dalla consolidata esperienza americana favorirono l’avvio di un Programma Terapeutico denominato “Progetto Uomo” che si articola in tre fasi Accoglienza – Comunità Terapeutica – Reinserimento.

Nel tempo, l’approccio alle sostanze ha subito delle modificazioni e di conseguenza sono state differenziate le risposte terapeutiche adeguandole alle nuove esigenze.

Al percorso tradizionale, pertanto, si sono aggiunti nuovi Servizi tra i quali una Accoglienza Diagnostica nella quale si effettua anche la disintossicazione fisica; una struttura di Doppia Diagnosi per persone che, oltre al problema della tossicodipendenza, presentano una comorbilità psichiatrica; il Progetto Girasole, rivolto a coloro i quali, pur avendo già compiuto percorsi territoriali nei vari Servizi, riprendono o non hanno interrotto l’uso di alcool e il Progetto Donna, rivolto alle donne con problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti, alcolismo, disagio psicologico, disturbi alimentari e anche madri con figli.

Il coinvolgimento delle famiglie nel cammino educativo e terapeutico dei giovani ospiti, è un elemento che caratterizza e qualifica la proposta riabilitativa del Centro di Solidarietà: parallelamente alla crescita dei figli è essenziale che avvenga un percorso simile anche nella famiglia per ristabilire rapporti nuovi e più responsabili.

In trentasette anni di attività, migliaia di giovani con le rispettive famiglie, hanno avuto la possibilità di riscattarsi da una situazione di disagio e sofferenza.

Il Centro è convenzionato con la Azienda U.S.L. UMBRIA n. 2 ed è in possesso dell’Accreditamento Regionale e della Certificazione di Qualità ISO 9001.

Attualmente ospita circa 160 giovani, distribuiti su sei sedi operative e assistiti da 45 operatori con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Si avvale della collaborazione di volontari, i quali secondo specifiche competenze (scuola – teatro – informatica – agricoltura – sport – artigianato) affiancano l’attività degli operatori terapeutici.

L’ascolto, l’empatia, il rispetto, l’onestà nei rapporti, l’amore responsabile, il prendersi cura, la condivisione, il coinvolgimento nel cammino comune, ispirano le motivazioni e animano l’operare di ogni persona che si sente parte della grande famiglia del Centro di Solidarietà.

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