Dic16

L’Istituto Progetto Uomo e la giornata mondiale contro l'AIDS

L’Istituto Progetto Uomo e la giornata mondiale contro l'AIDS

La Giornata Mondiale contro l’AIDS, istituita dall'Organizzazione Mondiale della Salute nel 1988, è stata celebrata il primo dicembre con un Convegno promosso dalla Croce Rossa Italiana; erano presenti fra molti altri il Presidente CRI Francesco Rocca, l’immunologo Fernando Aiuti, il Presidente della Fondazione “Villa Maraini” Massimo Barra, ed altre personalità in prima linea nella lotta all'HIV.

L’Istituto Progetto Uomo ha offerto a tutti i partecipanti un CD sull'AIDS, curato dal Docente IPU, A. Castiglione Humani.

In Italia oggi 150.000 persone sono portatrici del virus, in incubazione o in malattia conclamata; ed ogni anno si contano 4.000 nuovi contagi. Mentre i vaccini sono tuttora in fase sperimentale, e non saranno disponibili a breve termine, le terapie non sono in grado di guarire il paziente, ma possono offrirgli una sopravvivenza prolungata ed una qualità di vita soddisfacente. Ma, anche per questo, l’attenzione vigile del pubblico si è molto allentata, considerando il problema meno minaccioso che in passato. E’ un grave errore: per confronto l’Ebola, sopraggiunto già nel 1976, ha infettato circa 20.000 persone e ne ha uccise 7.000: mentre l’AIDS dal 1982 ne ha contagiato circa 80 milioni, con circa 40 milioni di morti. E certo non è finita.

Che fare?

Consideriamo il dibattito collettivo dei decenni trascorsi come l’equivalente di una elaborazione profonda del problema, nel bene e nel male. Ora, lo stigma sociale che ha perseguitato malati e sieropositivi in quanto “attori di comportamenti devianti” non è esattamente una testimonianza di civiltà; inoltre l’eziologia del contagio è ormai riferibile a comportamenti accettati generalmente come ortodossi, quali l’eterosessualità. Pur avendo tuttora a che fare con le complesse pulsioni legate all'ambito del sesso, per la società arriva il momento di riassorbire nella normalità gli HIV positivi, offrendo loro sollecitudine invece del medievale marchio d’infamia.

E per i portatori è tempo di reclamare con chiarezza il rispetto e l’integrazione, al posto di una segretezza vergognosa. Questo non collide in nessun modo con il loro diritto alla privacy, diritto d'altronde condiviso da ogni cittadino responsabile, sia esso sano o malato. Da un punto di vista pragmatico, è anche evidente quanto la gestibilità e la prevenzione dell’AIDS sarebbero avvantaggiate da questa nuova immagine del sieropositivo. Un esempio fra gli altri: attualmente, più di un terzo dei portatori del virus non sa di esserlo perché non ha fatto il basilare Test HIV, con tutti i rischi che comporta quest’omessa diagnosi; in una nuova ottica, esente da intolleranze discriminatorie, ciò accadrebbe in un numero di casi ben minore.

Una simile rivoluzione copernicana non sarà certo cosa di un giorno. Ma è l’unica strada.

E ancora, in pratica?

L’evidenza dei fatti dimostra che le medesime vie di contagio sono comuni a più germi: ieri spesso l’ago dell’eroinomane, per l’HIV e l’epatite virale C; ed oggi soprattutto il sesso non protetto, per più di 10 differenti infezioni: le Malattie Sessualmente Trasmesse.

Questo rende necessaria una radicale revisione delle attuali strategie di informazione “sull'AIDS” destinate al pubblico in generale, ed ai giovani in particolare. Il messaggio obsoleto “SE FAI SESSO A RISCHIO TI PRENDI L’AIDS” sarebbe opportunamente sostituito con “SE HAI RAPPORTI NON PROTETTI TI ESPONI A UNA DECINA DI CONTAGI” differenti; fra cui certamente anche l’HIV, che però non è né il più diffuso né il più letale: le epatiti (B + C), senza essere necessariamente mortali, causano 20.000 decessi/anno contro i 2.000 dell’AIDS, data la loro diffusione molto maggiore. Il Papilloma virus provoca il carcinoma dell’utero, seconda causa di morte per le donne dopo quello del seno. La Chlamidia conduce a sterilità irreversibile nel 20% dei casi. L’herpes è incurabile, recidivante ed estremamente doloroso, oltreché assai diffuso. E l’arcaica sifilide sta tornando alla ribalta.

Esplorando questi orizzonti di morte, sofferenze e danni personali e sociali, troviamo almeno un saldo punto di riferimento nel Test HIV, che può essere ottenuto da chiunque gratis, in forma anonima e senz'alcuna burocrazia: fra le mille inefficienze della sanità italiana, è un modello da imitare. Appunto: proponiamo di sostituirlo con un panel di test per almeno le maggiori infezioni sessuali, da effettuarsi con un unico, semplice prelievo di sangue e con le stesse facilitazioni.

Non ci sfugge che ex ante il costo per le ASL sarebbe superiore; ma il risparmio in termini di morbilità, mortalità e relativi problemi per la collettività, oltreché in termini economici per le cure ex post, saranno incommensurabili.

di Andrea Castiglione Humani

L'Istituto Progetto Uomo mette a disposizione il CD didattico sull'AIDS realizzato dal Prof. Andrea Castiglione Humani. Chi è interessato può richiedere una copia gratuita (ad esclusione delle spese postali) alla Segreteria dell’Istituto Progetto Uomo

Written by Andrea Castiglione Humani, Posted in dipendenze

About the Author

Andrea Castiglione Humani

Docente di Scienze biomediche, presso l’Istituto Superiore Universitario di Scienze Psicopedagogiche e Sociali “Progetto Uomo” (IPU),  Affiliato alla Università Pontificia  Salesiana.

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