Set26

Il Tradimento: parola grossa..

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"Non si dà amore senza possibilità di tradimento, così come non si dà tradimento se non all'interno di un rapporto d'amore. A tradire infatti non sono i nemici e tanto meno gli estranei, ma i padri, le madri, i figli, i fratelli, gli amanti, le mogli, i mariti, gli amici. Solo loro possono tradire, perchè su di loro un giorno abbiamo investito il nostro amore. Il tradimento appartiene all'amore come il giorno alla notte." (U. Galimberti - Le cose dell'amore-)

"La fedeltà è per la vita sentimentale ciò che è la coerenza per la vita dello spirito: una confessione pura e semplice di fallimenti." - Oscar Wilde -

Quando e come il tradimento viene considerato tale? Tralasciando la solita diatriba tra il tradimento fisico e mentale, dove il primo è quello che da sempre prendiamo in considerazione, quali altre forme riteniamo tali?  Se un partner  ci tradisce con un altro  dello stesso genere come lo viviamo? Come consideriamo il nostro partner? Se da sempre sapeva di essere attratto anche da persone stesso genere ci sentiamo traditi doppiamente? Chi ha tradito come considera il proprio orientamento?

Partendo da queste domande, dovremo andare ad analizzare il concetto di tradimento, dapprima in generale, per poi passare a discutere di una grande fetta sommersa di questo argomento, ovvero il tradimento con un partner dello stesso sesso, che sta diventando sempre più frequente.

E' moda? O forse l'eterosessualità non è più la "normalità", partendo dal presupposto che è normale ciò che fa la maggior parte della gente? Ma se la maggior parte della gente, o anche solo , una gran parte tradisce con un partner dello stesso sesso, si può rischiare di definire la bisessualità l'orientamento di base di tutti gli individui, o sarebbe meglio non "definire", "categorizzare" ed " etichettare"? Cos'è il tradimento?

Soffermiamoci un attimo su questo concetto, da sempre considerato riprovevole e condannato dalla maggior parte delle persone. Tradire: parola grossa.

"Il legame del matrimonio è così pesante che si deve essere in due per portarlo, spesso in tre." (-Alexandre Dumas-)

Il segreto, il proibito, l'ansia , il fingere di non sapere e l'obbligo di non dire ....queste le principali connessioni ad una parola che da sempre fa discutere e divide l'opinione pubblica. La parola amante esercita spesso una seduzione sottile ma è connessa ad un'altra, peccato- più grave è e più intenso e travolgente è il piacere che se ne ricava, e che fa dell'amante un'equilibrista, un individuo in sospeso tra inquietudine e magia, un ruolo scomodo che difficilmente suscita simpatia.

Le contraddizioni, le sofferenze e l'ambivalenza di chi si trova a vivere la condizione di amante, o comunque di un amore illegittimo, incuriosiscono e nascondono un mondo sommerso che affascina e allo stesso tempo spaventa, ma che oggi sta diventando, sempre più argomento su cui soffermarsi  e riflettere.

La verità è che sfida, segreto e trasgressione sono tratti salienti, che conferiscono agli amori illegittimi un fascino cui è difficile resistere.

Di storie illegittime sono pieni i giornali, i romanzi, i film, le canzoni, perfino le barzellette, ma vi è una parte di questo mondo  che è ancora completamente oscura, ignota, ma anche molto diffusa: il tradimento omosessuale nella coppia eterosessuale, che dopo analizzeremo.

In una società dinamica e cangiante come la nostra, le possibilità di incontri e di rapporti si sono moltiplicate grazie ai diversi assetti socio-economici,alla trasformazione del ruolo della donna e alla maggior coscienza che la gente ha dei propri diritti, compreso quello alla felicità. Le unioni si stringono e si sciolgono con più frequenza e facilità di un tempo in cui l'adulterio veniva addirittura perseguito penalmente.

Altro motivo che spinge l'individuo al tradimento è, che per non disattendere le aspettative della famiglia e della società, molte persone giunte ad una certa età, si uniscono perché è ciò che fa la maggior parte della gente e di conseguenza credono che quella sia la scelta giusta, normale: creare una famiglia, mettere al mondo un figlio, un prolungamento di se stessi e contribuire così all'evoluzione della specie. Se  una persona però lascia nell'ombra molte zone di se stesso, se non cresce e non raggiunge la propria consapevolezza,  la propria autonomia, la propria individuazione (avvicinamento dell'io con il sé), non può' snaturarsi e imporsi di deviare per un vicolo cieco, che non sente suo, esclusivamente per le esigenze e i bisogni altrui o perché ha paura di stare sulla strada principale da solo. Se così avviene è naturale che ad un certo punto, quell'individuo dovrà riprendere la strada lasciata per portare a termine il proprio percorso individuale e poter poi ripartire al meglio con un nuovo Sé, il proprio, non quello costruito e modellato per uniformarsi agli altri e sentirsi "normale". Al contrario, se questo non avviene, l'individuo costruisce un falso Sé, che lo porta a vivere una vita effimera, costretta che inizialmente gli darà equilibrio e serenità ma con il passare del tempo, quando la quotidianità e l'abitudine prenderanno il sopravvento, il vero Sé irromperà come una furia cieca per cercare di emergere, di dominare e di porre le proprie basi fuori dal falso nido.

Secondo Kohut, padre della psicologia del sé, il Sé rappresenta non solo una componente fondamentale della struttura psichica, ma addirittura il centro della personalità, ed è all'origine del sentimento per il quale l’individuo si sente un polo autonomo di percezione e iniziativa.

E' proprio quando si incomincia a camminare da soli, che ci si rende conto dell'importanza della propria individualità e che non è l'amore a renderci felici, ma è l'essere felici che ci porta ad amare. (Osho)

Infatti nella coppia, l'IO e il TU, dovrebbero camminare parallelamente e alla stessa velocità, in modo tale da rimanere sempre in equilibrio sul quel filo sottilissimo del NOI che rende la coppia come tale; così esiste la relazione, la presenza della quale dovrebbe escludere il tradimento, ma spesso è difficile portarla avanti insieme, per cui si cade nel "Tradere", ossia nel: portare verso l'altro. Alla base c'è tutto il nostro condizionamento nevrotico, l'incapacità di essere felici e di accettare e conoscere il nostro "me", ossia il nostro essere che viene proiettato all'esterno tramite il  Sé per coprirci, difenderci e se-pararci dall'altro. Forse però, l'unico modo per raggiungere la  libertà e la "felicità", è spogliarci di queste difese  per far toccare il Sé e il Me.

Se l'individuo riprende la propria strada lasciata per unirsi a quella di un'altra persona, l'IO e il TU vengono improvvisamente distrutti e contaminati dalla forza del vero Sé, a quel punto il NOI  vacilla, non esiste più e  viene TRADITO, ossia consegnato ad altro.

Il significato originario della parola" tradimento",infatti, viene dal latino “tradere”, che significa "consegnare", inteso come : consegnare ai nemici. Ed infatti, il tradimento consegna la parte del noi che l'altro aveva investito nella relazione, ad un altra persona. Il noi, privato della presenza dell'altro, è come se di colpo si disintegrasse lasciando soli  l'Io ed il Tu e lasciando il posto all'altro, come terzo lato del triangolo. (Turnaturi-Sociologa)

In ogni amore, da quello dei genitori a quello dei mariti e delle mogli, degli amici e  degli amanti, c'è una forma di possesso che arresta la nostra crescita e costringe la nostra identità a costituirsi solo all'interno di quel recinto che è: l'amore che non dobbiamo tradire. Ma in ogni amore che non conosce il tradimento e neppure ne ipotizza la possibilità c'è troppa infanzia, troppa ingenuità, troppa paura di vivere con le sole nostre forze, troppa incapacità di amare e di abbandonare lidi protetti per uscire a proprio rischio verso l'ignoto, verso le regioni sconosciute della vita e di noi stessi che si offrono solo a quanti sanno "viaggiare" da soli. E in ogni viaggio c'è l'impronta del tradimento e insieme della crescita e  dell'evoluzione individuale. C'è il lato oscuro dell'amore, che però è anche ciò che gli conferisce il suo significato e che lo rende possibile. (Galimberti “Le cose dell'amore”)

Quindi è tradimento solo la consegna di noi stessi ad un'altra persona , che non sia quella che fino a quel momento aveva avuto l'esclusiva? perché è di questo che si parla. Di promessa dell' esclusività.

E il tradimento della fiducia data? Il tradimento di un amico? Come e dove vengono collocati?

Amore e tradimento devono  l'uno all'altro l'essenza del loro essere, che libera, svincola non solo  il traditore ma anche il tradito, risvegliando entrambi dal loro sonno e dalla loro paura, impropriamente scambiata per amore. Gioco di prestigio per confondere le carte e barare al gioco della vita.

La vita infatti è come il poker, se punti e rischi puoi vincere; puoi anche perdere, ma almeno hai provato, hai giocato tutto. Se invece non punti, se non rischi, che ti siedi a fare a quel tavolo? Solo per dire di aver partecipato?

Uguale e' la vita, con la differenza che se sei fortunato c' e'  una sola partita, puoi giocare più mani e avere più' possibilità per tirare fuori il coraggio di vivere ma  prima devi avere il coraggio di metterti al tavolo da gioco, perchè l’unico modo per superare una prova è affrontarla. L' unico modo per vivere è non morire.

Nel viaggio che si intraprende fuori dal "noi" e che prescinde dal "noi", è il "noi" che si tradisce, raramente il "tu". Quel che si imputa al traditore è di essere diventato diverso e di muoversi non più in sintonia, ma da solo. Soltanto se si accetta il cambiamento dell'altro e lo si accoglie come una sfida a ridefinirsi e a ridefinire la relazione, il tradimento non è più percepito come tale. Ma ridefinirsi è difficile, così come accettare il cambiamento.( G.Turnaturi -Tradimenti-)

Oggi si inciampa nel tradimento perché sembra sia l'unica via di fuga dalla noiosa routine. Sembra sia l'unica via per assaporare attimi di libertà. Si tratta, però, di una libertà fittizia, apparente e raggiunta tramite bugie, sensi di colpa e ansia di essere scoperti nella propria libertà, che se così fosse, non sarebbe condannabile e invece porta ad un meccanismo perverso di costrizione, per cui si è “costretti” non solo a rimanere nella coppia coniugale per rispetto del vincolo e dei figli, ma si è costretti anche, paradossalmente, a rimanere all'interno della coppia adultera per continuare a salvare quella coniugale, che ormai si fonda su un triangolo nel quale ha trovato il proprio equilibrio e la base dell'essere.

Bisogna scegliere; Solo noi possiamo decidere per noi stessi. Noi siamo gli artefici del nostro percorso, del nostro viaggio, che è la nostra VITA.

Si tratta di scelte; ma scegliere una cosa implica la rinuncia di un'altra; implica un cambiamento, che spesso, l'individuo privo della propria libertà, non ha il coraggio di affrontare.

Perdere le proprie certezze, per andare incontro all'incerto, all'ignoto e al buio completo, ha un prezzo troppo alto da pagare, ma è l'unico modo per raggiungere il nostro essere e la nostra essenza. E' l' unica via per crescere, conoscersi e incominciare a viaggiare liberi senza  rimanere rannicchiati in vicoli protetti, dove il camuffamento dei nomi fa chiamare "amore" quello che in realtà è insicurezza o rifiuto di sapere chi si è davvero per il terrore di incontrare se stessi, un giorno almeno nella vita prima di morire, con il rischio di non essere mai davvero nati.

Le donne in queste situazioni hanno più coraggio di rischiare, di abbandonare la sicurezza per tuffarsi nell'oscuro mare dell'ignoto, seguendo le loro emozioni.

La donna è più in grado di gestire i cambiamenti e i problemi; gli uomini tendono più a fuggire, a nascondersi dietro il loro essere Uomini e non badare alle emozioni; perché è questo che ci insegna la nostra società.

Gli uomini sono in grado, invece, di mantenere in piedi più relazioni scindendo il loro ruolo di mariti e di uomini di famiglia dal loro ruolo di maschi dominatori. Fanno una netta distinzione tra la donna moglie e madre di famiglia con la quale accompagnarsi quotidianamente e la donna  amante,  vissuta come soddisfazione sessuale.

In questa società così mutevole e in questo momento di passaggio ad un'era più evoluta, in cui le differenze socio economiche si appiattiscono e in cui gli individui sentono sempre più il peso della propria educazione, dei propri doveri, e sempre più  il bisogno di libertà e di far uscire il proprio IO, il tradimento è diventato ormai elemento essenziale nella quotidianità della maggior parte degli individui, come se fosse la normalità, come se fosse ormai tollerato; un patto per tenere in piedi il NOI.

Lui, lei, l'altro - Lui, lei, l'altra

La novità, l'elemento aggiunto che rende il tradimento di nuovo un tabù, un "qualcosa" di cui non poter parlare, un qualcosa che non deve assolutamente emergere per non destabilizzare i princìpi della nostra cultura e delle nostre famiglie, è il tradimento omosessuale nella coppia eterosessuale.

Non se ne parla, ma è molto più diffuso di quanto si possa immaginare.

Tutti sanno, ma non parlano.

Forse la nostra società non è ancora pronta ad affrontare un realtà di questo genere, a far emergere una tematica così attuale e  diffusa come questa.

Forse sarebbe un cambiamento troppo destabilizzante per il nostro paese, ma piano piano arriverà a galla , senza poter più  far finta di niente, perché tutto scorre, tutto cambia e soprattutto se qualcosa di piacevole o fortemente desiderato viene proibito, secondo il principio di reattanza di Brhem, diventa un' ossessione, un qualcosa da capire e quindi da prendersi.

Ovviamente ora, il "proibito" è maggiormente accessibile grazie all'evoluzione dei social network, delle chat e delle nuove forme di comunicazione  che dilagano su internet e che stanno creando un nuovo e altrettanto interessante fenomeno di costume: il cambiamento delle relazioni con l'evoluzione delle chat e dei social network e la ricerca di un oggetto d'amore sempre più indifferenziato.

Perché che se ne dica o meno, come afferma Bowlby, l'individuo nasce predisposto a creare legami, a sentirsi amato e protetto per la sopravvivenza.

La fine di una storia, un tradimento non deve essere necessariamente visto come un male, ma come un'opportunità, diceva Socrate della morte; un'opportunità di conoscere ciò che ci fa paura e carpire cosa prendere da quell'esperienza per poter crescere.

di Camilla Bonomo

Written by Camilla Bonomo, Posted in sex addiction

About the Author

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Camilla Bonomo

Laureata in psicologia (indirizzo Psicologia dello sviluppo e della salute in età evolutiva) con la tesi "Omonegatività e consumo alcolico in adolescenza; fenomeno del binge drinking", presso l'università di Roma "La Sapienza" nell'anno accademico 2009/2010.

Si e' specializzata in "Sessuologia" frequentando un master biennale in "Sessuologia Clinica e criminologica" presso l' Aisc( Associazione Italiana Sessuologia Clinica), dove precedentemente aveva svolto un tirocinio post laurea svolgendo esperenziali e simulate di casi clinici.

Ha inoltre svolto un tirocinio pre laurea presso l' Istituto di medicina dello sport , incaricata alla somministrazione e valutazione psicologica ad atleti nazionali.

Nel 2012 ha svolto un corso annuale di Psicodiagnostica batteria base presso l' Associazione italiana sessuologia Clinica.

Attualmente sta svolgendo un Master in "Criminologia", presso il Cenaf , Centro Nazionale Alta Formazione ed e' iscritta al corso di Laurea specialistica in Sessuologia e Devianza dell' Universita' dell' Aquila.

Ha svolto consulenze sessuologiche e seminari informativi psicosessuologici presso studio privato.

E' attualmente impegnata in uno studio di ricerca sul " Tradimento omosessuale nella coppia eterosessuale" presso l'Aisc.

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