Nov12

Intervista ad Annamaria Petrore in Durante, Presidente dell’Associazione Gruppo di Solidarietà Onlus di Pescara

Centro federato alla Federazione Italiana Comunità Terapeutiche

Intervista ad Annamaria Petrore in Durante, Presidente dell’Associazione Gruppo di Solidarietà Onlus di Pescara

1. Anni fa era possibile descrivere il fenomeno delle tossicodipendenze partendo dall’osservazione degli ospiti delle Comunità Terapeutiche; oggi, considerando le persone che vi chiedono aiuto, è ancora possibile avere un’idea specifica sulle tossicodipendenze?

Dall'osservazione del fenomeno e dalla riflessione sull'esperienza fatta in più di 30 anni di attività si evince che il fenomeno della tossicodipendenza rispecchia normalmente il modello culturale del tempo. Oggi, in una società che spinge alla competizione esaltando una posizione individualistica, senza far riferimento a valori oggettivi e con un mercato che propone risposte illusorie alle esigenze strutturali dell'uomo, il tossicodipendente si presenta come una persona disorientata, confusa e con la coscienza profondamente addormentata.

Possiamo dire quindi che il fenomeno della tossicodipendenza si modifica in base al contesto culturale e alle pressioni sociali, ma il tossicodipendente no, è sempre una persona che porta le stesse esigenze e i stessi bisogni rispetto ai quali cerca una risposta. E' in quest'ottica che il Modello Progetto Uomo può rappresentare una proposta valida.

2. Le Comunità Terapeutiche si sono organizzate prima dei servizi pubblici, poi hanno assistito ad una fase conflittuale tra pubblico e privato e, successivamente, ad un tentativo di integrazione tra pubblico e privato. Dopo 30 anni di esperienza, oggi, come descriveresti il rapporto con il servizio pubblico?

Parlare di tanti anni di lavoro con i Ser.T. equivale a scrivere una storia di conflitti, posizioni ideologiche, confronto, collaborazione e sinergie. Quanta strada è stata percorsa in questi trenta anni: una strada fatta di conoscenza reciproca che ha contribuito al superamento delle rispettive diffidenze, una strada espressa nella possibilità di tavoli di lavoro condivisi, protocolli da scrivere insieme per incidere sugli assetti legislativi che spesso il panorama politico regionale tende ad affrontare in modo riduttivo o inappropriato.

Questo evidenzia  un buon grado di relazione, ma  permangono ancora delle criticità evidenti sul piano operativo:

•mancanza di comunicazioni puntuali circa i casi presi in carico. Per esempio le comunità sono chiamate a relazionare trimestralmente o semestralmente per iscritto circa l'operato svolto con gli utenti; di contro il servizio pubblico Ser.T. non è tenuto a comunicare l'esito dell'esame delle urine o modifiche a piani terapeutici. Pertanto nella gestione dei casi si ripropone di fatto una subordinazione delle CT alla struttura pubblica. Normalmente è la CT che si interessa di telefonare e chiedere;

•da parte di alcuni Ser.T. gli invii sono carenti, normalmente prediligono strutture fuori regione, per lo più di tipo lavorativo, nonostante un aggravio dei costi.

3.Le nostre Comunità da sempre hanno dichiarato l’importanza della partecipazione delle famiglie ai trattamenti, oggi è ancora così, quali sviluppi?

Ancora oggi continuiamo a ritenere importante il coinvolgimento del sistema familiare all'interno del percorso di recupero. Si assiste, tuttavia, ad una marcata tendenza alla delega, al disimpegno e alla non fiducia che si esprime con un senso di non adesione alla linea di intervento che si propone. Ciò richiede un notevole impegno a ricercare modalità efficaci per un'alleanza terapeutica.

4.Per le risorse economiche che ti derivano dai servizi pubblici sei in grado di soddisfare i bisogni delle persone che chiedono aiuto al Centro? Se i mezzi non sono sufficienti quale risorse umane ed economiche metti in campo?

La quasi totalità delle risorse pubbliche sono accordate in proporzione al numero di utenti accolti e seguiti (una retta giornaliera per ogni utente, la quale, in misura unitaria, non è bastevole a soddisfarne i bisogni). Inoltre, rispetto alle rette va sottolineata la discrepanza tra regione e regione.

La criticità della sostenibilità economica delle attività sta nella circostanza che a fronte di ricavi variabili (in quanto determinati dal numero di utenti che è variabile), corrispondono costi che per un’altissima percentuale (oltre il 90%) sono fissi, trattandosi prevalentemente di costi legati a personale il cui fabbisogno numerico e curriculare è pressoché indipendente dal numero di utenti seguiti e al costo di strutture (affitto, utenze, manutenzione). Ne discende che da tale frequente non-redditività del servizio spesso si creano sofferenze economiche e finanziarie che possono minare a lungo ma anche a breve-medio termine la stessa capacità del Centro di soddisfare i bisogni degli utenti.

Il Centro cerca di far fronte alle notevoli difficoltà economiche, quando è possibile, con risorse volontarie. Infatti per il servizio che si occupa dei minori (Il Piccolo Principe, con due comunità educative), per esempio, si è creata una grande rete di volontari che coadiuvano gli operatori in alcune attività: svolgimento dei compiti, attività ricreative, addormentamento, ecc. Inoltre per offrire momenti ricreativi come campi scuola estivi, gite, cinema o parchi acquatici, si cercano collaborazioni con i privati che offrono tali servizi in modo da ridurre o abbattere i costi.

Per l’utenza dei Gruppi Speciali (fascia di età 15-22) inoltre si ricorre ad insegnanti volontari per organizzare corsi di recupero per i ragazzi che frequentano la scuola, e, per gli utenti del programma terapeutico, ci sono volontari che organizzano corsi di teatro e laboratori (a seconda della disponibilità e delle competenze delle risorse volontarie).

In generale si cerca di fare fronte alle emergenze economiche con iniziative di fund raising, incentivando le erogazioni liberali, le scelte del 5 x mille, organizzando campagne quali lotteria, vendita di uova di Pasqua, bomboniere solidali, e, in minor misura, iniziative come concerti, spettacoli, concerti e cene di solidarietà.

Nonostante le varie iniziative messe in campo permangono forti difficoltà economiche/finanziarie.

5. Ascoltando i pareri degli ospiti del tuo Centro, quali sono i punti di forza che vi riconoscono?

Quali sono i punti di forza del Centro?

Progetto Uomo che fa scoprire i valori della persona

La professionalità

Programma personalizzato

Concetto di auto-aiuto

Gruppi tematici

Le regole e l'organizzazione

Equipe e metodo di lavoro

Strumenti terapeutici: lavoro con genitori e il loro coinvolgimento; GD

Il volontariato

Servizi idonei ad ospitare utenti

La gradualità

Quali sono i punti di forza dell'équipe?

Passione e formazione

Professionalità

Severità del direttore

L'empatia

Il legame tra utente operatore affetto

La disponibilità

Il sacrificio

I colloqui

Determinazione

La grande umanità

Interesse verso utenti

Competenza

Esperienza

Capacità di ascolto

Per sviluppare questa risposta sono stati coinvolti gli utenti della CT.

E' interessante notare come stanno sperimentando i valori del nostro modello di riferimento Progetto Uomo. Inoltre i nostri ragazzi hanno definito in modo chiaro quello che sono le nostre radici.

Riguardo al Centro c'è riconoscimento della professionalità e del metodo d'intervento “Progetto Uomo” caratterizzato dall'auto mutuo aiuto.

Grande valenza al volontariato.

Rispetto l'équipe viene sottolineato la formazione o potremmo dire competenza,

la passione che si concretizza nella relazione con l'altro.

6.Cosa chiedete alle Istituzioni?

Le Istituzioni devono favorire una solida realtà di rete, con l'obiettivo di offrire risposte più efficaci ai bisogni dell'utenza.

Inoltre è importante incrementare i budget destinati alle spese sociali e non diminuirle come spesso accade.

Un altro aspetto critico relativo al rapporto con le Istituzioni pubbliche è l'estrema lentezza burocratica, la quale impedisce di poter erogare il servizio come risposta alla richiesta di aiuto, con il riconoscimento economico necessario.

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di Redazione

Posted in Dal Territorio, dipendenze

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