Feb05

Gioco d'azzardo: Campagna Mettiamoci in gioco "Un limite all’azzardo"

Appello ai candidati alle elezioni politiche 2013 per regolamentare la diffusione del gioco d’azzardo in Italia

Gioco d'azzardo: Campagna Mettiamoci in gioco

 

Il gioco d’azzardo è diventato un fenomeno di massa e una delle principali industrie del Paese. Conseguentemente, sono divenute sempre più preoccupanti le ricadute sociali ed economiche a esso associate. La campagna Mettiamoci in gioco propone ai candidati alle elezioni politiche 2013 di stringere insieme un patto per ridurre fortemente i rischi sanitari e sociali e i costi economici per la collettività connessi al gioco d’azzardo.

 

 

I giocatori in condizione patologica o ad alto rischio di dipendenza sono, infatti, stimati in circa 800 mila e sono in rapido aumento sia i costi per il sistema sanitario, sia il ricorso all'usura e le infiltrazioni mafiose nella gestione dei giochi, sia le separazioni e i divorzi causati da situazioni di dipendenza. In generale, proprio i soggetti più poveri e deboli subiscono i danni più gravi dalla diffusione pressoché incontrollata del gioco d’azzardo.

Per tutte queste ragioni la campagna chiede ai candidati alle prossime elezioni politiche

di assumere pubblicamente l’impegno, per la prossima legislatura, a:

1.Modificare la legislazione vigente in modo che venga dato ai sindaci e alle giunte comunali un reale potere di controllo sulla diffusione e utilizzo dei numerosi strumenti di gioco sul proprio territorio, non solo per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza, ma in virtù della responsabilità sanitaria che compete ai sindaci.

2.Intervenire sulla tassazione sui giochi, eliminando l’enorme e ingiustificata variabilità attuale ed elevando le entrate complessive per lo Stato, visto che al notevole aumento del volume d’affari del settore ha fatto seguito un livello costante di introiti per la collettività.

3.Contribuire a portate a termine, sia nelle Commissioni ministeriali sia nella Conferenza Stato-Regioni, le procedure previste dal decreto Balduzzi per l’inserimento del gioco d'azzardo patologico nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

4.Vincolare l’1% del fatturato annuo dei giochi d’azzardo al finanziamento delle azioni di prevenzione, assistenza, cura e ricerca relative al gioco d’azzardo patologico, garantendo anche attraverso questo fondo il rispetto e l’attuazione dei Lea sanciti dal decreto Balduzzi.

5.Dare seguito a quanto stabilito nel decreto Balduzzi sulla regolamentazione della pubblicità che riguarda il gioco d’azzardo, vietando inoltre le pubblicità che indicano le possibilità di vincita senza contrapporle alle possibilità di perdita e quelle che promuovono illusorie probabilità di vincite facili e stabilendo criteri più stringenti sull’obbligo di comunicare le reali probabilità di vincita, indicando a tal fine la percentuale di premi pari all’importo giocato e la percentuale di premi superiori a tale importo.

6.Vincolare l’esercizio delle concessioni al rispetto del codice di autoregolamentazione pubblicitaria adottato dalla Federazione Sistema Gioco Italia, stabilendo al contempo una Authority di controllo esterna ad Aams, con reali capacità sanzionatorie verso i trasgressori.

7.Stabilire una moratoria sull’introduzione di nuovi giochi, sia in presenza fisica sia attraverso il web, e al bando di nuove concessioni, fino a quando non saranno noti i risultati delle ricerche promosse da enti terzi, non in conflitto di interesse, al fine di commisurare i rischi e i benefici delle attuali politiche in materia di gioco d’azzardo.

8.Adottare un registro unico nazionale delle persone che chiedono l’autoesclusione dai siti di gioco d’azzardo, uniformando la disciplina che regola le scelte di autolimitazione e autoesclusione per tutti i concessionari di gioco on line.

La campagna Mettiamoci in gioco è promossa da:

ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME, Gruppo Abele, InterCear, Libera, UISP

 

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