Mar19

Essere anziani in Italia

Dizionario sociosanitario essenziale di situazioni & parole di Antonio Monteleone in collaborazione con Carla Gaddi, Ed Ares, pp. 448.

Essere anziani in Italia

Gli anziani e coloro che li accudiscono si trovano spesso ad affrontare tre classi di problemi. Anzitutto, queste persone sono in genere poco informate sulla reale ampiezza dei servizi disponibili nelle diverse situazioni di bisogno che si possono loro presentare.

In secondo luogo, la rete dei servizi sociosanitari costituisce un complesso arcipelago, in cui non è sempre facile orientarsi. Infine, la terminologia utilizzata nel settore è spesso di difficile comprensione per i non addetti ai lavori.

Questo manuale aiuta a superare questi problemi di vita ordinaria e fornisce elementi alla valutazione delle possibili scelte. I suoi primi destinatari sono pertanto gli anziani, i loro famigliari e i badanti. Esso è però stato pensato anche per tutte le categorie di soggetti che, a vario titolo, intervengono nell’organizzazione ed erogazione dei servizi sociali e sociosanitari: operatori; medici e infermieri; aderenti alle associazioni di ascolto, tutela e volontariato; funzionari della Pubblica Amministrazione; gestori e direttori di servizi per anziani; rappresentanti sindacali; assessori ecc. Per esempio, in alcuni di loro possono sorgere dubbi – e qui troveranno tutte le risposte – sulla distinzione tra “interdizione”, “inabilitazione” e “amministrazione di sostegno”; sull’identificazione delle persone con “obbligo degli alimenti”; sul modo di affrontare il burnout; sui criteri per ottenere un “voucher sociosanitario”; su come contattare un’associazione specifica.

INTRODUZIONE DI ANTONIO MONTELEONE
Quando – nel 2003 – cominciai a occuparmi di servizi residenziali per anziani, pensai bene di fare uno stage itinerante presso alcune Rsa. Ciò mi fu possibile grazie alla cortesia di vari colleghi e conoscenti. Queste visite, guidate dai direttori o responsabili di residenza, mi permisero di avere un quadro del lavoro quotidiano svolto e delle tipologie degli ospiti. Sorsero in me molte domande, alcune delle quali furono espresse nel corso delle visite stesse e trovarono subito risposta.
Altri interrogativi emersero in seguito, soprattutto sull’inquadramento generale dei servizi: argomento per il quale mi recai presso un assessorato regionale a incontrare una funzionaria molto preparata. Fui ascoltato cortesemente e a lungo ma, di fronte all’incalzare del mio entusiasmo, la dottoressa non ebbe altra scelta che consegnarmi un corposo fascicolo con la raccolta completa della normativa regionale, invitandomi a leggerla con attenzione. Colsi – almeno così mi parve al momento del commiato – un lieve sorriso sulle sue labbra, come se dubitasse seriamente che mi sarei dedicato a quell’improbo studio. In verità, ho letto tutto con discreta attenzione, evidenziando col pennarello molti passaggi e apponendo ai margini delle pagine parecchi commenti a matita. Forse per questo mi è nata una forte curiosità per situazioni e parole riguardanti gli anziani, che è poi cresciuta quando mi sono via via reso conto:
a) di una certa ampiezza dei contenuti concernenti i temi in questione e sui quali riesce assai arduo avere uno sguardo sintetico. E ciò persino per me, che ho avuto ampiamente modo di scrivere carte dei servizi, procedure e buone prassi, di organizzare convegni di convergenza tra operatori di servizi per anziani e Asl (che peraltro cambiano nome andando in giro per l’Italia) e di svolgere un intenso lavoro di relazioni istituzionali e scientifiche anche per conto del maggior imprenditore privato italiano del settore;
b) di una certa diversità d’interpretazione di normative e concetti non semplicemente tra le Regioni, cosa ovvia – almeno per le normative, un po’ meno per i concetti di base – per organismi dotati di autonomia legislativa in quest’ambito, ma spesso tra le Asl o tra i Comuni di una stessa Regione;
c) delle differenti collettività che attraversano la realtà sociosanitaria:
– quella politica a più livelli;
– quella medica con diverse specializzazioni;
– quella assistenziale, sia nelle espressioni formalizzate e istituzionali, sia in quelle promosse dalla solidarietà della società civile;
– quella dell’utenza dei servizi;
– quella dei famigliari dell’utenza e delle molteplici associazioni che li raccolgono;
– quella di coloro che fanno informazione e comunicazione;
– quella delle associazioni che a vario titolo rappresentano gestori e operatori;
– quella di coloro che studiano il settore da prospettive economiche, sociologiche, demografiche ed etiche.
Tanta trasversalità e la Babele sorta sul terreno sociosanitario (e alla quale, ogni anno che passa, si aggiungono nuovi piani) forse – mi sono detto, e spero di averci azzeccato – possono trarre vantaggio da un vademecum, un prospetto da mettere in borsa e che aiuti sia a orientarsi sulla strada da percorrere, sia a capire la semantica delle “indicazioni stradali”.
In questo senso, il testo che hai tra le mani è senz’altro in primo luogo destinato agli anziani, ai loro famigliari e ai badanti: infatti, su di loro è stato disegnato l’elenco delle situazioni critiche, il cui schema innovativo è tutelato dalle normative sulla proprietà intellettuale. Esso è però stato pensato anche per tutte le categorie di soggetti che, a vario titolo, intervengono nell’organizzazione ed erogazione dei servizi sociali e sociosanitari: operatori; medici e infermieri; aderenti alle associazioni di ascolto, tutela e volontariato; funzionari della Pubblica Amministrazione; gestori e direttori di servizi per anziani; rappresentanti sindacali; assessori ecc. Per esempio, in alcuni di loro possono sorgere dubbi sulla distinzione tra “interdizione”, “inabilitazione” e “amministrazione di sostegno”; sull’identificazione delle persone con “obbligo degli alimenti”; sul modo di affrontare il burnout; sui criteri per ottenere un “voucher sociosanitario”; su come contattare un’associazione specifica...
Per conseguire la massima utilità del manuale è stata riportata, ogni volta che si è ritenuto opportuno, documentazione istituzionale presente in opuscoli o su siti web. La presenza di questo materiale e degli indirizzi web di riferimento ha anche il vantaggio di abituare gli utilizzatori del manuale a rivolgersi, se necessario, direttamente agli interlocutori ufficiali.
Mi ha aiutato ad affrontare la gran mole di lavoro la collaborazione della dottoressa Carla Gaddi, professionista di grande competenza ed esperienza, che da sempre lavora in questo settore con serena accuratezza nella valutazione dei problemi.
Ai professionisti e agli operatori impegnati in quest’ambito chiedo cortesemente di inviarmi osservazioni, suggerimenti e rilievi al seguente indirizzo elettronico: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Prima di concludere, ringrazio il dottor Enrico Merani per la scrupolosa revisione, non solo grafica, e i preziosi consigli, e il dottor Franco Poterzio per il contributo prestatomi.
Con la speranza di esserti stato utile, mi congedo.

Written by Antonio Monteleone, Posted in biblioteca

About the Author

Antonio Monteleone

ANTONIO MONTELEONE è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato il CORGESAN, corso di perfezionamento in management per medici realizzato dalla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi di Milano. Ha svolto per alcuni anni l’attività di medico ospedaliero, prima di dedicarsi alla consulenza e a incarichi di direzione scientifica e organizzativa di convegni in Italia e all’estero. Dal 1993 si occupa principalmente dello sviluppo delle relazioni istituzionali e scientifiche delle strutture sanitarie e dal 2003 del radicamento territoriale delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) in una prospettiva di ottimizzazione dell’accessibilità e di integrazione con le altre unità d’offerta locali.

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