Nov27

Dipendenze: Pro Ana: tra anoressia e filosofia

Dipendenze: Pro Ana: tra anoressia e filosofia

I Disturbi del Comportamento Alimentare hanno un'incidenza molto elevata nelle fasce giovanili della nostra popolazione. Secondo l’ultimo rapporto Eurispes, oltre 2 milioni di ragazzi e ragazze in Italia, tra i 12 e i 25 anni soffrono di un Disturbo del Comportamento Alimentare conclamato: la diagnosi spesso avviene tardivamente, anche dopo 6/7 anni dall'esordio, solitamente sulla spinta di sintomi fisico-psichici che impediscono il perpetuare di quello che poteva essere stato un equilibrio di patologia, seppure malsano.

Per Disturbo del Comportamento Alimentare (DCA) si intende una situazione in cui il rapporto con il proprio corpo e con il cibo viene alterato, in maniera tale da dominare in maniera anomala e ossessiva tutte le azioni della propria giornata.

I DCA più conosciuti sono Anoressia e Bulimia, e secondo i dati del Ministero della Salute l’insorgere di nuovi casi di anoressia è al momento stabilizzato su una media di 6 nuovi casi ogni 100.000 abitanti, mentre è in crescita l’incidenza della bulimia nervosa, circa 12 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Secondo questi dati insorgerebbero in Italia oltre 9.000 nuovi casi all'anno, prevalentemente nella fascia di età 12 - 25 anni.

Per quanto i dati epidemiologici siano così rilevanti, nella nostra società i DCA sono ancora poco considerati dall’opinione pubblica e queste persone riescono spesso a passare inosservate o vengono sottovalutate nei loro comportamenti. Anche all'interno delle stesse famiglie di chi manifesta queste problematiche molto spesso il problema viene sottovalutato: a volte ciò succede per mancanza di informazioni su questi disturbi, a volte le persone coinvolte possono essere impaurite da questa forma di disagio, sempre per mancanza d’informazione o per stigmatizzazione della malattia, per paura di essere colpevolizzati dell'insorgenza della malattia della figlia o del figlio. Tale “incuranza”, più o meno volontaria, contribuisce a far sì che la persona che manifesta DCA spesso non chieda aiuto o lo faccia dopo molto tempo dall'insorgenza della malattia.

La bulimia, e alle volte l’anoressia, sono accomunate anche da una condizione di segretezza: una situazione permanente, in cui molti dei loro sforzi sono rivolti alla riservatezza, e alla protezione del loro sintomo. Come in una sorta di dipendenza, sia il rifiuto del cibo che l'assoluta ingordigia e tutti meccanismi compensativi utilizzati diventano i loro più potenti alleati così che le stesse persone affette da DCA li custodiscono come tesori, anche perché spesso non riescono a vedere la loro vita futura e presente senza la presenza dei loro sintomi.

In contrapposizione, al meccanismo difensivo della patologia, vi è una società, come ho già detto, spesso non ben consapevole delle reali cause e risvolti di questi disturbi, che di conseguenza finisce per concentrare la sua attenzione solo sull'aspetto più evidente, in realtà mero sintomo di questo enorme disagio, e cioè il rapporto di queste persone con il cibo.

In questa situazione di non comprensione, l’ambiente che le circonda può a volte divenire, per le stesse, inquisitorio (“Hai mangiato tutto oggi!?!”) e stigmatizzante (“Sei solo una bambina capricciosa che si rifiuta di mangiare!").

Nonostante sia troppo semplicistico partire da un tale discorso per indicare cosa sono i siti Web pro anoressia, è certo che con la loro presenza ci giunge un duplice messaggio, conseguenza della situazione sopra brevemente illustrata: da una parte i siti pro anoressia sono la sfida narcisistica di queste persone nei confronti del mondo, e la loro voglia di alimentare e celebrare la loro dipendenza dal sintomo; dall'altra possono rappresentare il loro grido di bisogno al mondo, un bisogno di relazioni e di poter parlare sempre e comunque, bisogno che le persone affette da queste patologie non ritengono in grado di espletare in una società spesso in grado di non capire e accogliere.

Tesi e Ricerca

Su questo nuovo fenomeno emergente, il Pro Ana nel Web, importato già da qualche anno dopo la sua insorgenza in altri stati come USA e Inghilterra, si è incentrato il mio lavoro di tesista dell’Università degli Studi di Parma (relatore: prof. Flavio Bonfà) e un lavoro di ricerca nel campo clinico che ho svolto per l'Ausl di Reggio Emilia, sotto la direzione e supervisione del prof. Umberto Nizzoli (Direttore del Programma Aziendale Salute Mentale e Dipendenze Patologiche).

Questa ricerca è stata effettuata attraverso il coinvolgimento di persone con disturbi DCA in carico al Sistema DCA dell'AUSL di Reggio Emilia, dei loro familiari e degli operatori che si occupano di queste patologie in Italia, cercando di fornire una prima fotografia, a livello qualitativo, del rapporto tra Internet e persone con DCA, con particolare attenzione alla frequentazione dei siti Pro Anoressia. I dati emersi in un anno di attività di ricerca saranno resi pubblici in un documento redatto dal PASM (Programma per la Salute Mentale e per le Dipendenze Patologiche) dell’Ausl di Reggio Emilia, di carattere informativo/formativo, per tutti gli operatori sanitari interessati.

I Siti Web Pro Anoressia

Tralasciando però, ora, sia i dati scientifici che le possibili ipotesi scatenanti il nuovo fenomeno affrontiamo il tema del sito Web Pro Anoressia: i siti Pro Anoressia non risultano essere altro che uno spazio libero, dove persone sofferenti di un grave disturbo si concedono di parlare con enfasi, anche fanatica, di quello che loro stesse vedono come cardine della loro vita: il tirannico problema del loro rapporto con il cibo e con il proprio corpo.

I siti Web Pro Anoressia italiani, ma non solo, si sviluppano in due categoria parallele: il Blog e il Forum.

La prima tipologia, più di carattere pubblico, si manifesta con l'utilizzo di Blog Internet (spazi Web che si determinano in diari on-line) dove le persone che li hanno creati inseriscono, quasi giornalmente, il loro diario del disturbo alimentare e i loro obbiettivi; del tutto incentrate sul rapporto cibo-peso (ma forse sarebbe più adatto definirlo un rapporto di cibo-bilancia), le discussioni inserite trattano dei loro obiettivi di dimagrimento assoluto e di distacco da un biologico bisogno del cibo. Questi spazi Web sono facilmente trovabili in tutto il mondo di Internet - sia in inglese, sia in italiano che in altre lingue -, talmente facili da reperire da lasciare intendere un desiderio eccessivo, di chi li redige, di manifestare la propria condizione di devianza sociale quasi urlandolo al mondo, tramite i nuovi linguaggi tecnologici.

Una seconda categoria, più pericolosa, è la forma del Forum privato. Disseminati nel Web si può incappare, spesso per caso, in Forum privati (gruppi di discussione on-line) che si autodefiniscono Pro-Ana, e che invitano ad entrare solo le persone che, come loro, condividono una filosofia di magrezza assoluta: la loro filosofia di Ana.

Di grande importanza è il fattore nominativo che viene dato alle contrapposte malattia e filosofia. L'anoressia viene semi-definita con una malattia a tutti gli effetti, mentre il termine Ana riveste una filosofia di vita, che nulla ha a che vedere con uno stato patologico come l’Anoressia. Per quanto all'interno delle discussioni il termine anoressia sia poi in realtà ricorrente come il loro obiettivo ultimo, e solo esso degno di interesse, manifestano, con questo tentativo di opposizioni, un desiderio di non essere etichettate come malate; virando, però, verso una pericolosissima forma di etichettamento, opposto, che vede la formazione di un'identità che non s'identifica più sulla persona, più o meno disagiata, ma sulla condotta anoressica in una sorta di gruppo esclusivo.

Proprio sulla scia di questo vediamo, a conferma, il dilagare di un altro inquietante fenomeno: la compra-vendita dei braccialetti distintivi di Ana. Proprio come se fossero membri di una setta segreta, o di una elite privilegiata, i componenti di questi gruppi hanno adottato un loro segno di riconoscimento che si concretizza in un braccialetto: di colore rosso per definire l'anoressia, e uno blu per definire la bulimia, entrambi composti da una farfallina, ed entrambi da portare sul braccio sinistro e da esibire, nel caso si incontri una persona altrettanto provvista di braccialetto che condivide la stessa filosofia; il tutto, quasi, per potersi così elevare ad adepti della filosofia di Ana.

I forum Pro Ana non sono facilmente reperibili, può essere infatti auspicabile che il miglior modo per poterli trovare, nell'innovativo e virtuale mondo del Web, sia il ben più antico metodo del passa parola. Non deve lasciare perplessi questa situazione: chi frequenta questi siti rifiuta una definizione di "malato" o "malata", e quindi un indirizzo alle terapie, ma cerca di perpetrare e favorire, invece, la definizione di un concetto di identità anoressica: in virtù di ciò avviene che di fronte ad altre persone con lo stesso disturbo esse si possano scambiare consigli su come meglio perpetuare la condotta anche indicando l'esistenza di questi siti Web, e la modalità per reperirli e successivamente aderirvi.

Ed alla fin fine è proprio questo ciò che accade nei forum Pro Anoressia: lo scambiarsi consigli e spalleggiarsi nella malattia. Questi siti Web sono infatti composti da una severa selezione che permette, o nega, l'accesso a chi desideri partecipare; ma una volta dentro, ci troviamo quasi spaesati tra la molteplicità di materiali incentivanti l'anoressia, come classiche foto di modelle scheletriche, e come invece più inquietanti e innovativi documenti, tipo i 10 comandamenti dell'anoressia, il credo Ana, i motivi per non mangiare e anche i consigli su come vomitare meglio (ecc.). Oltre a tutto questo è regola implicita che le molteplici partecipanti (l'utilizzo del termine femminile è quasi d'obbligo, in quanto la presenza maschile in questi siti è in un rapporto dell'1-2%) intavolino discussioni con il preciso obiettivo di sostenersi ed aiutarsi a vicenda, sia nel nascondere al loro mondo socio-famigliare il loro disturbo, sia in una ennesima preoccupante caratteristica dei loro desideri: il passaggio da una condizione di bulimia, a quella che loro definiscono come più elevata, condizione di anoressia.

La nostra preoccupazione verso questi siti, là dove possiamo supporre senza avere allo stato attuale nessuna prova che lo confermi, è che la frequentazione di questi blog o forum da parte di adolescenti che manifestano forme di disagio passeggero, legate anche alla difficile età, possa contribuire ad incentivare in loro una forma di cronicizzazione del disturbo e alla formazione di un’identità personale conseguente a una identità di gruppo di carattere bulimico-anoressico.Possiamo, infatti, annotare come in questi forum non ci sia un preciso limite di età: possono aderire ragazze di 14 anni esattamente come donne di 40 anni, con marito e figli inconsapevoli del loro disagio.Infine, ho rilevato che la rigenerazione di questi siti Web è estremamente veloce, anche dopo la soppressione, così da rendere la repressione una mossa quasi inefficace.Per concludere possiamo forse, in questo nuovo fenomeno, leggere più cose: la velocità con cui il mondo cambia e i nuovi linguaggi tecnologici non consentono la fermezza e la conservazione integrale dei metodi di approccio classici, ma viene richiesto implicitamente, da parte dell’utenza, un continuo aggiornamento sul livello, sia della consapevolezza, sia dell’offerta di modelli operativi sempre più evoluti, anche per comprendere meglio come i Disturbi Psicologici, o disagi, cambino sia nella forma che nella manifestazione del sintomo, stando loro stessi, per primi, al passo coi tempi.

di Agostino Giovannini

fonte: Pro Anoressia Research in Progress

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