Set07

I care: Il mio incontro con il Cardinal Martini

di Don Mimmo Battaglia - Presidente FICT

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A qualche giorno dalla scomparsa del cardinal Martini, ritorna in me prepotente il ricordo di quello che fu il “testamento spirituale” che mi lasciò nell’incontro avuto diverso tempo prima, quando, nel settembre 2010, ebbi la grazia di essere ricevuto da lui.Mi sembrava fosse impossibile che l’uomo, il gigante buono che avevo sempre osservato e seguito da lontano, già sofferente per la malattia che lo accompagnava da diversi anni, potesse ricevere proprio me.

Ed invece, quel sogno, in quel giorno si realizzava. In un uomo che mi viene incontro nella sua veste più semplice, sorretto da un bastone, con la fatica ed una leggerezza che diviene accoglienza. Ci trovavamo in Gallarate, Collegio dei Gesuiti, in una sala nella quale mi fece sedere dinanzi a lui. Il suo aspetto, il suo atteggiamento, avevano fatto sparire sin dal primo momento ogni forma di immaginata distanza. Mi consentiva di parlargli e di poter giungere a lui con l’ansia di chi, piccolo, corre dinanzi al padre. La mia ricerca di conferma e serenità, per scelte ed opere compiute, era da tempo tanta …..e lui, padre dinanzi a me, diveniva ascolto partecipe. Il sogno di sempre, una Chiesa che elimina le distanze, che si pone in ascolto …Nel mio ministero, avevo incontrato ed ascoltato storie pesanti, avevo accolto persone che avevano vissuto drammi ed episodi importanti e il mio interrogativo si poneva sull’esattezza delle risposte che avevo dato  e di quelle mai espresse, perché, a volte, di risposte non ne avevo trovato neanch’io.Diverse volte avevo sentito la necessità di confrontare tale mio stato d’animo ma, prima di allora, mai ero riuscito a sentirmi sì tanto rasserenato. Quell’uomo, il gigante che avevo immaginato, giunto a me in pari dignità di figlio di Dio, nella semplicità che nasce solo da una profonda spiritualità, espressa in concreta testimonianza, attraverso quel suo divenire piccolo, mi dava finalmente conforto, fino a divenire linfa alle mie azioni, motivazione alle scelte che da lì in poi avrei compiuto. Nel racconto di ciò, in piena serenità, ero riuscito a porre alla sua attenzione anche le difficoltà e le fatiche che avevo letto attorno a me e nella mia Chiesa. Il Card. Martini anche in ciò diveniva padre e guida. Mi regalava il coraggio di essere me stesso, di scegliere la verità; mi insegnava la distinzione tra il dire ed il gridare la verità e, ancor di più, il bisogno  di un mondo che necessita di uomini che vivono la verità. Avevo pensato, fino ad allora, che mai mi sarei potuto ritrovare, dinanzi ad un gigante, a condividere il percorso che quotidianamente, tentavo di costruire con i ragazzi che, giorno per giorno, giunti a me, mi rimandavano il dolore incomunicabile di chi ha vissuto la strada, con i suoi drammi, le sue colpe e le sue ferite.Troppe volte mi ero sentito inadeguato a così tanto dolore. E lui, divenuto padre, in quel tempo di grazia vissuto insieme, ridava dimensione alla mia speranza, facendomi dono del vero significato della misericordia di Dio. Imparavo da lui che, se rimani nel patto d’amore, giustizia e misericordia, camminano con te. Il Card. Martini, attraverso la condivisione del suo pensiero, non diveniva per me formale insegnamento ma, riusciva a farmi entrare ed  a trasmettermi la sua esperienza d’amore. Tre insegnamenti mi porto dietro come tre doni preziosi ricevuti in quell’incontro. Il primo insegnamento, la prima testimonianza dell’uomo, del Cardinale è  il primato dell’amore verso Gesù, Signore della storia e della vita, che si fa vita e carne nell’amore verso i fratelli, soprattutto i più fragili e vulnerabili.Il secondo fu il monito a scegliere il coraggio, il coraggio di essere se stessi, con umiltà,  di osare l’autenticità non contro qualcosa o qualcuno, ma come fedeltà al disegno di Dio.Il terzo dono, il più semplice ed il più grande: quello di un grazie per il nostro lavoro, un grazie ricevuto e immeritato, di un grazie a cui mi sento solo di rispondere oggi, con la stessa, identica,  immensa parola: grazie, padre Carlo Maria, voce dell’uomo, voce di Dio, profeta di Dio. La tua benedizione ci accompagni,sempre!

 

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