Lug23

Droga: Serpelloni (DPA) nominato giudice onorario delle drug court USA

Incontro a Washington con il coordinatore nazionale Huddleston

Droga: Serpelloni (DPA) nominato giudice onorario delle drug court USA

 

Il capo del DPA, il Dipartimento per le Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni, nel corso del giro di  incontri a Washington, e' stato nominato dal coordinatore nazionale Usa della NADPC, West Huddleston, giudice onorario delle Drug Court americane, tribunali speciali per reati connessi all'uso di droghe per incentivare la riabilitazione ed evitare la carcerazione dei tossicodipendenti, "per l'interesse e la leadership dimostrata a livello internazionale sul problema carcere e droga e attivazione delle pene alternative", come spiega la motivazione.

 

 

"Sono molto onorato della nomina ricevuta - ha dichiarato Serpelloni - Siamo molto interessati al modello delle Drug Court e abbiamo chiesto e ottenuto dai rappresentati della NADCP di collaborare strettamente con il DPA per cercare con uno sforzo congiunto di portare a compimento questo progetto pilota anche in Italia. Il nostro dipartimento - ha ricordato - nei mesi scorsi ha anche divulgato a tutte le Regioni e ai servizi pubblici le linee di indirizzo per incrementare l'uscita dal carcere delle persone tossicodipendenti che abbiano i requisiti previsti dalla legge".

Il progetto 'Droga e Carcere' ha già attivato il suo percorso in diverse città italiane, per "valorizzare ancora di più, con gli attuali sistemi di cura e riabilitazione, il pieno recupero e il reinserimento sociale e lavorativo della persona tossicodipendente. L'esperienza americana insegna, numeri alla mano, che il modello delle Drug Court può produrre una risoluzione dell'uso di sostanze fino al 75% nelle persone trattate, con un risparmio enorme di costi e di sofferenza per la società e per il singolo individuo". La fattibilità anche in Italia delle Drug Court, i tribunali speciali per reati connessi all'uso di droghe per incentivare la riabilitazione ed evitare la carcerazione dei tossicodipendenti, e' stato l'argomento affrontato nell'incontro tra Serpelloni, in rappresentanza del Ministro per l'Integrazione Andrea Riccardi che ha la delega governativa per le politiche sulla droga, e Huddleston, referente del governo americano.

"Si sono approfondite e confrontate le strategie di cooperazione internazionale dei due Paesi per la gestione dei programmi di prevenzione e dei modelli alternativi al carcere per le persone tossicodipendenti", riferisce una nota del dicastero.

Si e' parlato poi di ciò che attualmente e' attivo negli Stati Uniti e della possibilità di scambio di buone pratiche e programmi innovativi di prevenzione, trattamento e reinserimento delle persone tossicodipendenti al fine di evitare loro il carcere". In Italia, ha spiegato Serpelloni, "i  tossicodipendenti in carcere nel 2011 sono risultati essere 22.413 unità, che corrispondono al 29% del totale dei detenuti. Questo numero peraltro e' in diminuzione rispetto all'anno precedente, ma vorremmo che diminuisse ancora e che si potessero attivare programmi alternativi alla reclusione ancora prima dell'entrata in carcere già durante i processi per direttissima". Un ulteriore recente studio nazionale del DPA ha rilevato che la percentuale di veri tossicodipendenti, cioè diagnosticati secondo criteri scientifici, e' del 19%. Al contrario degli Usa, dove chi usa sostanze può essere carcerato, l'uso di sostanze stupefacenti in Italia non e' un reato penale e quindi non e' previsto l'arresto ma solo l'applicazione di sanzioni amministrative: i tossicodipendenti carcerati lo sono, dunque, per reati connessi al traffico, allo spaccio, alla produzione illegale ma non per l'uso di droga.

fonte: ADNKRONOS

 

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