Giu27

26 Giugno il giorno dopo: le droghe non fanno più notizia

26 Giugno il giorno dopo: le droghe non fanno più notizia

Ieri, 26 giugno, si è celebra la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga. Questa giornata è stata indetta dall'Assemblea Generale nel 1987 per ricordare l'obiettivo comune a tutti gli stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga.

Fortunatamente l’ONU dedicando una giornata a questa problematica ci obbliga a fermarci un attimo per riflettere.

L’eco sulle iniziative  che si sono tenute a livello Nazionale, ed anche locale, probabilmente segnalano che il 2012 passerà alla storia come una tra gl’anni  più silenziosi in assoluto.

Nella nostra piccola regione Italia è evidente che in agenda ora sono appuntati argomenti molto più urgenti.

La crisi economica, il terremoto, la possibilità di costruire o meno l’Europa politica, sono temi che occupano non solo le pagine dei giornali o delle televisioni ma toccano da  vicino ognuno di noi.

Ma pur in una situazione così delicata è bene non dimenticarci anche del fenomeno dipendenze e del conseguente mercato delle sostanze lecite ed illecite.

Alcuni stralci del Rapporto annuale dell’ l'Ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine organizzato (UNDOC) descrive parte dello sviluppo di questo mondo.

Una persona su venti nel mondo ha usato droghe nel 2010. Magari una sola volta. Per curiosità, per gioco: ha ceduto e l'ha provata. E' un dato; ma anche una tendenza che impallidisce rispetto ai 200 mila morti per stupefacenti.

Dal rapporto emergono descrizioni di  territori assediati da una criminalità feroce e decisa, con quasi mezzo milione di vittime l'anno, la maggioranza delle quali civili innocenti. Ma il fatturato che sfiora ormai i 300 miliardi di dollari piazza il traffico clandestino di stupefacenti al secondo posto, dopo il turismo sessuale, nella scala del grandi business mondiali. Più delle armi e del petrolio. Cfr. unodc

Mentre i confini del fenomeno a livello internazionale,  sono ben descritti sopra cosa succede in Italia e soprattutto cosa possiamo aspettarci da questa crisi che attanaglia il nostro Paese?

Mentre i Servizi Pubblici (SERT) e le Comunità oramai non denunciano più lo stato di difficoltà economica e di risorse umane in cui si trovano, il dipartimento Nazionale lancia la campagna informativa: “Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie. Chi compra droga finanzia le mafie, le loro violenze e il terrorismo”.  Sono questi gli slogan lanciati dal Dipartimento Politiche Antidroga, che appariranno sui principali monumenti di quattordici importanti città italiane in occasione della Giornata mondiale contro il consumo e il traffico di droga. L'iniziativa è realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Presidente della Camera e del Presidente del Senato e con la condivisione del Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso.

Fra poco inoltre avremo una relazione sullo stato dei servizi nazionali, che decreterà una diminuzione delle persone in carico ai servizi.

Quindi tutto bene Madama la Marchesa!!

Non è proprio così, l’assenza di soldi e di lavoro non farà altro che aggravare una situazione che non è facilmente comprensibile e che non trova risposta solo nei dati di accesso ai servizi.

Quando si parla di droga o di fenomeni di dipendenza spesso ci si dimentica di due fattori molto rilevanti che riguardano il consumo di alcool e la ricerca della fortuna.

E’ proprio nei momenti di maggior recessione economica che aumentano i consumi di alcol e  i tentativi di incontrare la dea bendata per non parlare poi del ricorso a farmaci e psicofarmaci.

Se sulle droghe vecchie e nuove i servizi hanno una tradizione statistica e di accoglienza, per alcol e scommesse non si può dire lo stesso.

Allora come aggredire questo fenomeno?

Sintomo e cause del sintomo, oggi più che mai non possono essere disgiunti e quindi per chi vuole smettere 2 sono gli obiettivi: togliere le sostanze e recuperare il proprio progetto di vita.

L’uso di droghe è chiaramente un segnale ma dove risiedono le cause?

Già in altre occasioni ho affrontato tale argomento e se mi faccio aiutare dall’esperienza quotidiana dove incontro consumatori più o meno compromessi, mi sembra che tutto si possa così sintetizzare: assenza di libertà e carenza di progetto.

La libertà, nel caso specifico è da considerarsi come la capacità di mantenere ed avere relazioni; sembra paradossale ma in una società come quella odierna il livello di libertà individuale si misura grazie alla quantità e alla qualità delle relazioni che ognuno di noi riesce a coltivare. D’altro canto l’uso di sostanze alla fine del proprio sviluppo vede una sorta di solipsismo governato non più dal proprio io ma bensì dalle droghe.

Il progetto invece è la capacità di andare oltre il dato quotidiano, di guardare e di pensarsi nel futuro prossimo e anche in questo caso le droghe anestetizzano proprio questa capacità semplicemente perché rispondono al principio del tutto e subito.

Ecco perché  se guardo al futuro nutro una certa preoccupazione.

L’assenza di voci che si alzano per un problema così rilevante come quello delle droghe e dei mercati ad essi connessi, dal mio punto di vista, confermano lo sviluppo dello stadio più preoccupante: la narcosi.

Occorre certamente trovare forme nuove e servizi maggiormente orientati sui consumatori (non solo gravi e cronici) ma non posiamo arrenderci ad una convivenza che escluda la relazione e una visione sul futuro.

Se rinunciamo, già conosciamo i prezzi che pagheremo, gli stati corrotti e occupati dai Narcos insegnano.

di Ivan Mario Cipressi

Written by Ivan Mario Cipressi, Posted in dipendenze

About the Author

Ivan Mario Cipressi

Ivan Mario Cipressi
Coordinatore di strutture complesse presso: il Centro di Solidarietà di Reggio Emilia.
Coordinatore del sito: www.drogaonline.it e Redattore del settimanale online: www.progettouomo.net

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