Set06

Carcere e legalità: Perché dico NO alla legge sull' omicidio stradale (e SI alla prevenzione dei problemi alcol correlati).

di Gabriele Sorrenti

Carcere e legalità: Perché dico NO alla legge sull' omicidio stradale (e SI alla prevenzione dei problemi alcol correlati).

Noto senza stupore che ha eccitato molti animi la proposta di istituire il reato di omicidio stradale avanzata, curiosamente il giorno di ferragosto all' ora di pranzo, dal Ministro dell' Interno Maroni (il fautore, fra l'altro, del respingimento in mare di esseri umani che non si sa che fine faranno e che forse moriranno disperati tra i flutti). L'argomento non mi appassiona particolarmente ma per non assecondare il principio del silenzio-assenso in materie di mio interesse, ho deciso di provare ad argomentare il mio dissenso rispetto a tale proposta.

Lascio a qualche giurista discutere gli effetti dannosi che il proliferare di sempre nuove fattispecie di reato ha sull'amministrazione della Giustizia e cerco di entrare nel merito. Si tratterebbe, a quanto è dato di capire, dell' obbligo per il giudice di considerare volontario (e non più, ad esempio, colposo) l'omicidio compiuto dal guidatore in stato di ebbrezza. Bisogna subito fissare alcuni punti. Innanzitutto il rispetto (cioè il tentativo di comprensione profonda) del dolore di chi abbia perso qualche caro in seguito ad un incidente stradale causato, in tutto o in parte, dall'alcol. Ma ciò non significa assecondare desideri di vendetta che, per quanto umanissimi, ben poco hanno a che vedere sia con un'idea compiuta di Giustizia sia con una sana elaborazione del lutto. Poi, la considerazione che l'alcol è una sostanza criminogena: è noto che almeno due quinti di tutti i gravi reati contro la persona (omicidio e lesioni gravi, per tacere dei reati di natura sessuale) sono compiuti sotto l'effetto di alcol etilico. Ciò nonostante la produzione e il consumo di alcol sono consentiti e spesso incentivati dallo Stato e forse anche da alcuni sostenitori della "tolleranza zero": ricordo ancora le disquisizioni fatte a Genova dal sottosegretario Giovanardi sulla bontà del lambrusco (che credo sia un tipo di vino) durante un convegno sui problemi alcol correlati e noto il fatto che nessuna nuova accisa sull'alcol sia stata inserita nella recente manovra finanziaria lacrime e sangue. E' poi dubbio che la creazione di una nuova fattispecie di reato abbia la capacità non solo di punire un comportamento ma anche di prevenirlo: il che è possibile fare non solo tramite la pur necessaria repressione ma soprattutto con uno sforzo educativo che il nostro Stato neoliberista non sembra disposto a compiere in alcun modo e che, anzi, tende a scoraggiare, per esempio tagliando le risorse alla sanità pubblica e al welfare e con esso anche agli organismi del terzo settore cosicchè la prevenzione diverrà sempre più una chimera. Il prevedibile risultato di questa legge, quando mai essa venisse promulgata, sarebbe di strangolare ancor più, producendo nuovi detenuti con lungo fine pena, un sistema carcerario già al collasso e indegno di un Paese civile: risorse sottratte alla prevenzione dei problemi alcol correlati ed a iniziative che promuovano la reale crescita anche spirituale della società. Se queste sono le, pur discutibili, premesse ritengo opportuno, in qualità di membro di CAT - Club degli Alcolisti in Trattamento, esprimere alcune personali opinioni e proposte. Innanzitutto la netta consapevolezza del fatto che il connubio " alcol e guida", per quanto grave, è solo una parte dei problemi alcol correlati e complessi: i Club degli Alcolisti in Trattamento lavorano per ridurre l'incidenza di tali problemi nella comunità e sono consapevoli che tale obiettivo potrà essere raggiunto solo attraverso la diminuzione del consumo medio pro capite di alcol nella comunità stessa. I CAT - Club degli Alcolisti in Trattamento, per loro stessa costituzione, non attendono che altri, più o meno volenterosi, risolvano i grandi e piccoli problemi alcol correlati magari con strumenti più o meno magici o superiori come la promulgazione di una legge. Al contrario, possono essere promotori e co-organizzatori di validi programmi di sensibilizzazione e di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria, come si diceva una volta) condotti su base locale: ne hanno la titolarità, essendo costituiti da membri competenti della comunità locale e anche la capacità, essendo espressione di una metodologia, quella costruita durante tutta una vita da Vladimir Hudolin, che, secondo me, non ha bisogno di essere cambiata, innovata o adeguata ma piuttosto applicata compiutamente per farne vivere tutte le potenzialità rivoluzionarie che, forse, non abbiamo ancora interamente scoperto. Personalmente intendo continuare ad attivarmi affinché il CAT - Club degli Alcolisti in Trattamento del quale sono membro, utilizzando correttamente i numerosi strumenti a disposizione (scuole alcologiche territoriali, moltiplicazione del club, interclub, corso di sensibilizzazione), collabori alla crescita e maturazione delle famiglie, mia e di tutta la comunità di appartenenza, contribuendo anche, nel tempo, alla riduzione dei consumi di alcol e dei molti problemi ad esso correlati, incluse le morti causate dalla guida in stato di ebbrezza.

di Gabriele Sorrenti - Presidente della Conferenza Regionale Volontariato Giustizia

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