Giu28

Dipendenze: "Un'altra ode al Welfare caritatevole"

Dichiarazione FICT sulla relazione annuale al parlamento sulle tossicodipendenze

Dipendenze:

Il sottosegretario Giovanardi ha iniziato la conferenza sulla relazione al Parlamento 2011 riportando un articolo dell’Unità di Pino Arlacchi, che cita il sistema di contrasto alle dipendenze italiano come un modello all’avanguardia in Europa a cui molti Stati guardano con attenzione e sembra quasi anche con ammirazione.

Si evince che nel triennio 2008-2010 il numero di consumatori di sostanze è del 25,7% in meno (consumatori stimati con assunzione negli ultimi 12 mesi). In carcere si sostiene che siano diminuiti i tossicodipendenti. L’unico dato in aumento, a prima vista, è quello che riguarda la richiesta di cura presso i servizi dei nuovi utenti: + 4,7%.

Tra le altre cose la relazione lascia intendere che per i temi dell’inserimento lavorativo e per la creazione dell’allerta rapida siano state investite ingenti risorse economiche, per non parlare delle nuove campagne informative.

In tutto questo però vogliamo spostare l’attenzione.

Ci chiediamo, nessuno ne parla, qual è ad oggi il saldo dei trasferimenti alle Regioni per la voce sanità firmato con l’accordo tra il Governo e la Conferenza delle Regioni per il triennio 2010-2012. Solo l’anno 2010 ha visto onorato il patto; per il 2011 si sa che le regioni dovranno integrare con risorse proprie e per il 2012 siamo in attesa dell’esito della nuova finanziaria. La spesa sanitaria per le tossicodipendenze è al di sotto dell’1% che è la spesa minima per la sopravvivenza dei servizi. A tutto ciò si aggiunga la cessazione dei trasferimenti dei fondi dedicati alle politiche sociali che stanno soffocando i Comuni d‘Italia.

Non siamo esperti di grandi numeri ma una relazione così corposa non può evitare di confrontarsi con questi problemi reali. L’Italia se deve essere fiera del suo sistema di trattamento lo può fare senza dimenticare che oggi le rette per una comunità terapeutica variano dai 38 euro al giorno del Lazio ai 146 euro del Trentino. Molto spesso poi anche queste tariffe non trovano un corrispettivo pagamento in tempi giusti. Molti operatori dei Centri federati alla FICT del Sud, terra della terza velocità, oramai non prendono stipendi da mesi e corrono il rischio d’ingrossare le fila delle mense Caritas.

Comunque nessun problema altri tre anni di questi dati e parte del sistema di cura pubblico e privato farà parte dei capitoli di risparmi dello Stato, semplicemente per il fatto che non esisteranno più drogati ma solo “consumatori” e quindi come tali ben condizionabili dalla pubblicità progresso.

Noi siamo per uno stato sociale ed equo, giusto e trasparente dove pubblico e privato svolgano in collaborazione la loro funzione pubblica. Il Welfare caritatevole ci riporta all’epoca dell’esercito della salvezza. Povero quello stato che per creare coesione ha bisogno di eroi.

Sac Mimmo Battaglia - Presidente FICT

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