Mag30

Biblioteca: "Esperienze di volo"

di Pierluigi Ricci, Romena, 2007, p. 155, Euro 10.00

Biblioteca:

Presentazione

Ho letto di corsa il libro di Pigi (Pier Luigi Ricci), lo aspettavo con tanto desiderio e le mie aspettative sono state ripagate. Ho segnato molte pagine su cui sento il bisogno di tornare per ripensare a quelle dinamiche su cui nascono e crescono bisogni e desideri, paure e libertà che poi decidono la nostra vita. Vorrei partire dall’immagine dell’ultimo capitolo per descrivere la sensazione che si prova leggendo queste sue “Esperienze di volo”, l’immagine del “ponte”, un ponte fra lui e chi legge, fra la sua vita e quella di chi ha ancora qualche domanda da porsi; perché vengono dalle domande, ci ricorda, le spinte più preziose che abbiamo. In effetti non sembra di stare di fronte ad un libro, ma ad una persona, non ci si confronta con un pensiero, ma si è davanti ad uno sguardo.

Uno sguardo che a volte “morde come un ponte” e ti parla senza paura di ferirti, a volte è delicatissimo e sembra sussurrarti quello che deve dirti chiedendoti il permesso, e altre volte addirittura lascia aperto un discorso per non invadere i territori degli altri, come dovrebbero fare più spesso genitori ed educatori.
Mi è stato chiesto, in questa premessa, di presentare Pigi.
Mi sono accorto, però, che lui ci ha già fatto entrare nel suo mondo. Ci sono pagine in cui sembra di essere con lui a casa sua, con sua moglie e suo figlio, o di rivederlo con sua madre e i suoi numerosi fratelli il giorno triste in cui salutammo sua sorella. A volte sembra di essere lì, nelle comunità del Centro di Solidarietà di Arezzo dove lavora o in quei gruppi giovanili dove si occupa di educazione-prevenzione.
Ci fa conoscere in modo sintetico e brillante il pensiero di grandi studiosi che ha conosciuto nel suo cammino universitario che ha intrapreso e concluso con successo dopo essersi in realtà già “laureato” sul campo con un’attività ultratrentennale.
I suoi maestri diventano per una frazione di tempo i nostri maestri facendoci sentire che l’apprendimento non finisce mai e che sarebbe meglio avere una maggiore attenzione alle persone che quotidianamente ci accompagnano nella vita di tutti i giorni (cogliamo l’occasione per mandare un caro abbraccio all’amica di tanti, Elda). Ci fa sentire con i suoi racconti la vitalità, l’originalità e la bellezza della Fraternità di Romena dove da più di un decennio incontra persone che hanno ancora tante domande da rivolgere alla vita.
E, ho voluto lasciarli per ultimi perché credo che il contatto con loro sia qualcosa di speciale in Pigi, ci fa vedere tanti ragazzi e ragazze caduti nelle difficoltà della vita; hanno ferite e debolezze che hanno permesso loro di guardare più a fondo nella vita. Queste persone sono certamente bisognose di aiuto, ma hanno anche tanto, veramente tanto aiuto da offrirci. Aiuto di cui tutti abbiamo un grande bisogno.
Non credo che sia fuori luogo qui un pensiero speciale per loro. Anche loro che non hanno un nome, sono radici di queste pagine come tutti quelli con un nome.
Tutte queste sensazioni sono date, più che dal suo scrivere, dal suo parlare, dal suo ponte con noi.
Forse a volte sembra un po’ professore e un po’ fastidioso (ce l’ha un po’ di vizio di essere fastidioso da quando era un ragazzo, ma il suo fastidio è stato molto importante anche per me da quando ero un ragazzo) ma non è mai banale ed è sempre, sempre sostenuto da una grande passione e da un grande entusiasmo per la gente e per la vita. Cosa questa molto rara negli educatori e, forse, ancor di più nei libri. Mi sono sentito guardato direttamente, in queste pagine, dai suoi occhi lucidi e penetranti, ho risentito il suo modo di parlare delle situazioni più serie come se raccontasse una barzelletta, anzi, a volte, proprio raccontando storie e barzellette. Così, serenamente, possiamo accorgerci che ogni momento della vita non ci giudica, ma ci porta nuovi significati e ci apre nuove possibilità di crescita.
Un rabbino una volta disse: “Quando pensi ai grandi personaggi della Bibbia speri che i tuoi figli, crescendo, non diventino come loro”. Sarebbe troppo lungo adesso parlare di Abramo, di David, di Giona… ma che sorpresa e che bello è stato sentire che i “grandi” non sono i “perfetti”, che la felicità può essere unita alla depressione.
Trovo importante e bello che le parole di questo libro non nascondano insuccessi, difficoltà, cambiamenti di idee…
Trovo meraviglioso che qualche discorso rimanga sospeso perché così accade a volte anche nella vita.
Non ho parole per esprimere la mia ammirazione per tutto questo senza apparire troppo accondiscendente, ma ho una parola da dirti, caro Pigi, e ho la presunzione di dirtela anche a nome di Gigi, di Massimo, di Paola, dei collaboratori di Romena, degli operatori del Ceis e dei tantissimi senza nome: grazie!

di Gianni Marmorini

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