Apr05

"Comunita' terapeutiche in difficolta' dopo tagli Sanita'"

Lettera FICT a Vasco Errani (presidente Conferenza Regioni), Carlo Giovanardi (Sottosegretario Presidenza Consiglio dei Ministri) e Giovanni Serpelloni (Capo Dipartimento Anti Droga).

Questa Federazione, da sempre impegnata nella lotta alle dipendenze ed all’emarginazione, esprime una seria preoccupazione nei confronti della situazione economica che, inevitabilmente, viene ad investire il settore sanitario.
Il Servizio Sanitario Nazionale, gravato da una sensibile riduzione dei fondi disponibili, è costretto a ridurre la spesa nei confronti dei servizi fondamentali su cui si basa il nostro lavoro quotidiano.

Le Comunità Terapeutiche che aderiscono alla nostra Federazione – così come le altre aderenti ad altri circuiti, ma ugualmente impegnate – manifestano la disponibilità ad affrontare i sacrifici conseguenti, tuttavia chiedono che il Governo si faccia garante di una particolare attenzione affinché le Regioni operino i tagli previsti tenendo conto dei problemi delle dipendenze e facendo sì che non siano sempre le “fasce più deboli” a pagare.
Tale problematica, infatti, continua a rappresentare un’emergenza a carattere nazionale, in considerazione del numero dei soggetti poliassuntori fa si che alcune decurtazioni siano inopportune: le Regioni  indirizzano i tagli alle categorie maggiormente svantaggiate attraverso una politica di riduzione degli invii presso le strutture residenziali.
Sembra che l’intervento sulle dipendenze perda interesse sociale a discapito delle liste di attesa che si formano per ottenere un trattamento  non meramente farmacologico.
Nel caso specifico delle Comunità Terapeutiche, nella grande maggioranza dei casi, ridurre il servizio significa negare un livello essenziale di assistenza dal momento che l'interessato non ha strutture pubbliche alle quali rivolgersi per un percorso riabilitativo residenziale.
Tuttavia tale operazione pregiudica il controllo sociale che la Magistratura, in considerazione della normativa vigente, delega proprio a quelle strutture che si rivelano maggiormente contenitive, e favorisce l’aumento della spesa sanitaria attraverso forme di ricovero improprio.
Ci chiediamo, a questo punto, se il servizio offerto dal privato sociale rivesta – come più volte ribadito – un reale interesse pubblico e se vale quindi la pena di continuare il nostro lavoro di comunità, circondati da tagli e difficoltà economiche e sociali.
Sicuri di un vostro interessamento rimaniamo in attesa di un vostro gentile riscontro.


Sac. Mimmo Battaglia - Il Presidente FICT

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