Apr28

REGGIO EMILIA: primo incontro di "Indipendente-mente"

Molto partecipato da adulti e adolescenti il primo incontro di “Indipendente-mente” sulle risorse della famiglia nella prevenzione dell’uso di sostanze stupefacenti al Ceis di Reggio Emilia.

Profonde riflessioni hanno stimolato le parole di Don Dossetti e dei genitori che hanno portato con coraggio, umiltà e semplicità la loro testimonianza. La dipendenza non si sviluppa all’improvviso. Ci sono piccoli segnali che possono allertare le famiglie che si pongono in ascolto. Quando un ragazzo scivola verso la dipendenza è segno di un malessere profondo, cui egli cerca una risposta, e l’assunzione di sostanze può diventare una possibile tentata soluzione. Fasulla, ingannevole.Don Dossetti dimostra di conoscere perfettamente i meccanismi psichici di chi si avvia sull’erto sentiero della tossicodipendenza: “Il consumo abituale di sostanze per mancanza di altre soluzioni trovate ai problemi interiori irrisolti porterà inevitabilmente a un’escalation senza fine. La psiche del dipendente è parassitaria. S’instaura così un gioco di potere. Il genitore è l’ospite parassitato. E a sua volta dipende dal tossicodipendente”.
Quella descritta da Don Dossetti è la condizione in cui si viene a trovare un genitore di un tossicodipendente, definita in ambito psicologico Co-Dipendenza. È importante accorgersene, chiedere aiuto a propria volta. A un gruppo di sostegno, a famiglie che già hanno affrontato l’inferno e il calvario di scoprire il dolore che sta dietro al cammino intrapreso per fragilità, solitudine, insicurezza del figlio
Dice Claudia, una mamma presente all’incontro: “Quando un figlio inizia ad assumere sostanze il primo segnale importante è che la relazione sparisce. Il dialogo non c’è più. È l’intera famiglia allora ad avere un problema, a essere ammalata. Il percorso è lungo; incontrare altre famiglie che già avevano affrontato il nostro stesso inferno ci ha aiutato molto. Non ero IO ad avere un problema, eravamo NOI, io e mio marito, e NOI famiglia ad avere il problema. Io e mio marito non avevamo mai fumato nemmeno una sigaretta. Non sapevamo nulla di sostanze. Nostra figlia era una brava ragazzina. Eccellente a scuola. Non possiamo dare la responsabilità alle amicizie. Lei si è staccata dal gruppo sano e si è avvicinata ad altre compagnie, perché LEI stava male. Il malessere era suo e non è riuscita a trovare altre soluzioni. Il percorso è stato molto lungo, non privo di ricadute. Ora va molto meglio, abbiamo raggiunto una stabilità”. Fermezza. Determinazione. Ascolto. Dialogo. Anche nel silenzio. Anche quando dire NO costa. Don Dossetti più volte pone l’accento sull’importanza della responsabilizzazione, il fare richieste precise ai figli, ad invitarli ad assumersi compiti, impegni. Nella relazione genitoriale sono fondamentali la fiducia reciproca, la lealtà della comunicazione, il dirsi le cose fino in fondo in modo autentico, anche quando le cose sono scomode. Anche quando è doloroso

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