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Vaccino antidroga ... calma!

di Riccardo C. Gatti

Vaccino antidroga ... calma!

Vedo grande entusiasmo sui media e sui blog per l'annuncio di un vaccino contro la cocaina. Il vaccino dovrebbe, cioè, disattivare la droga non appena assunta perchè riconosciuta e "attaccata" dal sistema immunitario, istruito dal vaccino. Perchè invito alla calma? Prima di tutto, a differenza di quanto affermato da qualcuno, NON è in arrivo alcun vaccino dagli USA. Molto più semplicemente sembra aver funzionato un esperimento sui TOPI.

Da qui a un vaccino per l'uomo il percorso non è nè facile nè scontato. Oltre a non far danni, infatti, il prodotto deve, ovviamente, essere efficace per la cura. Proprio nei giorni scorsi un altro vaccino per la cocaina, che doveva essere sperimentato in Italia, ha visto una repentina marcia indietro da parte dello stesso produttore che ha gelato molti entusiasmi nostrani, considerandolo inefficace. Per una strana casualità proprio in corrispondenza di questa marcia indietro ...è arrivata la notizia di un nuovo possibile vaccino. Marketing della ricerca? Vedremo. Teniamo conto anche del fatto che altri farmaci che, in diverso modo, hanno la proprietà, una volta assunti, di rendere impossibile l'azione dell'eroina o dell'alcol non sembrano dare grandi risultati nella pratica clinica. Ciò anche quando un impianto sottocutaneo li rende efficaci per un periodo relativamente lungo. Certo, agiscono in un modo completamente diverso dai vaccini ma non dimentichiamo che la dipendenza è una patologia molto complessa. Una soluzione semplice sarebbe molto bella e quella del vaccino è, addirittura, suggestiva ma, per ora, a mio parere, non è ancora il momento di farsi grandi illusioni.

Riccardo C. Gatti

fonte: www.droga.net

 

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Posted in alcol e cocaina

Commenti (1)

  • Redazione
    Redazione
    14 Gennaio 2011 at 15:16 |

    Condivido e credo sia necessario comunque insistere sulla dimensione ''sociale'' della dipendenza
    La cocaina dilaga e sostituisce le vecchie e le nuove droghe. E’ come se anche le droghe fossero al passo con gli stili sociali in una società post moderna in cui la velocità diventa accelerazione, in cui il tempo deve essere consumato rapidamente. E’ chiaro che la cocaina rappresenta la “droga sociale” ed è avvolta da un largo consenso in alcuni ambienti.
    È sotto gli occhi di tutti, anche dei più distratti: in questa terra la cocaina la fa da padrona. Negli ultimi anni è stato tutto un fiorire di convegni, pubblicazioni, rapporti che ci raccontano quanto il mercato di questa sostanza stia permeando il nostro universo economico, di come influisca sull’economia sommersa e, di conseguenza, su quella legale, di come abbia accresciuto il potere delle ‘ndrine e quindi la loro presenza violenta sui territori regionali e la loro crescita esponenziale oltre i confini regionali e nazionali. La polvere bianca è un successo planetario, una hit!
    La cocaina è la più attuale risposta farmacologica alla difficoltà del vivere, al male della post-modernità. E infatti quella che era una droga di elite si è ormai trasformata in droga di massa. Intorno a noi, in modo nemmeno troppo nascosto, aumenta il consenso sociale verso di essa, spalancando una rapida via d’accesso al mondo giovanile e non solo. È la droga del dominio, della volontà di potenza. Se è vero, come è evidente, che le società occidentali hanno perduto energia, ideali, motivazioni, passione e fede, allora la cocaina risponde a questo vuoto cosmico. Ma soprattutto è, allo stesso tempo, il petrolio bianco, il vero miracolo del capitalismo moderno. Niente è in grado di raggiungere la stessa velocità di profitto; nulla garantisce la stessa distribuzione immediata; nessun prodotto, nessuna idea, nessuna merce ha un mercato così perennemente in crescita.
    La ‘ndrangheta che stritola il mio Paese e la mia Regione, cresce, si ingigantisce, diventa padrona, mantenendo soprattutto il mercato della cocaina legandosi al narcotraffico del sud e del centro America. Come Presidente della FICT e come calabrese,quindi, ho un motivo in più per dichiarare un NO profondo non solo all’uso di sostanze ma, soprattutto, alla cocaina.
    La tossicodipendenza non si sconfigge con vaccini e farmaci ma con una profonda ristrutturazione del sé e un’iscrizione del soggetto in nuove e proficue relazioni sociali. Il vaccino, semmai dovesse esserci, può avere un effetto preventivo, aiutando soprattutto i giovani a rischio di prima assunzione che, comunque, esprimendo un disagio, necessitano di risposte più complete e che ci impongono una riflessione più approfondita sulla nostra società, sui sistemi del “piacere”, sulla rete di relazioni e sulla solidarietà.
    Don Mimmo Battaglia – Presidente FICT

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