Giu26

Giornata mondiale contro la droga - Luciano Squillaci, Presidente FICT dichiara: "Rimettiamo al centro del dibattito la persona con i suoi bisogni"

Giornata mondiale contro la droga -  Luciano Squillaci, Presidente FICT dichiara:

"Luciano Squillaci, Presidente della FICT, in occasione della giornata mondiale contro la droga, afferma "oggi ritorno a parlare del vuoto politico e legislativo italiano sul tema dipendenze. E' l'ennesimo appello che faccio, un appello alla cura e a porre attenzione al futuro dei nostri giovani. E' vergognosa questa indifferenza". "Il silenzio delle Istituzioni in merito all'argomento farebbe pensare che il problema dipendenze sia stato sconfitto o debellato. Purtroppo i dati smentiscono e confutano questa ipotesi. Circa 460mila italiani, nella relazione al Parlamento, vengono definiti bisognosi di un trattamento terapeutico per dipendenza patologica, ma di questi solo 140mila vengono intercettati dal sistema di servizi per la riabilitazione. Solo un italiano su 3 trova risposta ai propri bisogni di cura! Del resto il dato non può stupire chi si occupa di dipendenze patologiche.

Negli ultimi 10 anni nessuna forma di patologia ha avuto un’evoluzione così rapida e letale come quella legata alle dipendenze. Un fenomeno che si modifica quasi quotidianamente non solo negli stili di consumo o nelle sostanze abusate, ma negli stessi presupposti degenerativi che lo determinano."

"Fino a 30 anni fa, dice Squillaci, ancora si parlava di eroinomani, persone che volevano stare “fuori dal gruppo”. Poi, dagli anni 90’, abbiamo avuto la diffusione della cocaina e delle droghe “ricreative”, quelle che servivano per uno scopo opposto, che miglioravano la perfomance, e consentivano di “stare nel gruppo”. Negli ultimi 15 anni abbiamo: da una parte, il boom delle NPS (nuove sostanze psicoattive), delle droghe sintetiche, degli psicofarmaci; e dall'altra l’aumento esponenziale delle dipendenze “comportamentali”, quelle senza sostanza, come il gioco d’azzardo o le psicosi da internet dipendenza. Eppure, nonostante questa costante evoluzione, il sistema italiano di contrasto e cura è rimasto fermo al modello classico, pensato e costruito per l’eroina, disegnato da una normativa, il DPR 309/90, di quasi 30 anni fa. Non è un caso che sui 140mila tossicodipendenti in trattamento, 120mila abusano di eroina quale sostanza primaria. Il nostro modello di cura, ormai vetusto e ancora fondato sulla sostanza, invece che sulla persona, non è più capace di rispondere con efficacia ad un’epidemia in preoccupante e costante aumento. E’ come se si volesse curare ancora oggi la tubercolosi con i sanatori, o la peste con i salassi."

"Secondo la relazione europea sulla droga 2018: l'Italia è il terzo paese europeo per uso della cannabis e ottiene il quarto posto per l'uso di cocaina, e qualche mosca bianca ne parla. I dati dell'Osservatorio europeo - continua il presidente FICT - corrispondono purtroppo alle stime rilevate dall'Osservatorio dati dei Centri federati alla FICT nell'anno 2017: su oltre 9.858 persone accolte, circa il 50% degli ospiti risulta aver iniziato con la cannabis, circa il 24% con la cocaina, a seguire  l' eroina e altre sostanze..."

"Tutti gli esperti del settore manifestano una crescente preoccupazione verso il mondo digitale ed il mercato online, afferma Squillaci, perché difficilmente controllabile: sono 270 mila ragazzi a rischio dipendenza da internet. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ultimamente, ha riconosciuto ufficialmente la dipendenza da videogame come una patologia:  il “gaming disorder”,  il quale  è stato inserito nel capitolo sulle patologie mentali. I più coinvolti sono gli adolescenti dai 12 ai 15, 16 anni."

"Corriamo il pericolo di non saper leggere e monitorare il disagio dei nostri ragazzi con una politica che sembra abbia abdicato al proprio ruolo, normalizzando l’abuso di sostanze e le dipendenze come un male necessario del nostro tempo, magari costruendoci sopra business interessanti, come nel caso del gioco d’azzardo. Strategie politiche inesistenti, problemi di budget che rendono difficoltoso il diritto alla cura (solo l’11% dei tossicodipendenti hanno la possibilità di accedere ad una comunità terapeutica), investimenti nella prevenzione ridotti zero.

Ci vuole una scelta coraggiosa, che rimetta al centro del dibattito la persona con i suoi bisogni. E’ necessario che il Governo nazionale e quello regionale si prendano realmente carico del problema, con investimenti adeguati al reale fabbisogno, a cominciare dai percorsi di prevenzione strutturati all’interno delle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanili. Occorre fermarsi e ridisegnare il modello, innovare, ricostruire il sistema di cura, fondando gli interventi sulle evidenze scientifiche che in questi anni sono state validate, uscendo dalle logiche auto-riproduttive e salvifiche ormai appartenenti ad un passato remoto. Ed occorre farlo subito, per evitare, il prossimo 26 giugno, di tornare a certificare un fallimento annunciato."

Elisabetta Piccioni

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