Giu04

Il presidente FICT, Luciano Squillaci lancia un appello al nuovo Governo.

Emergenza dipendenze e vuoto politico.

Il presidente FICT, Luciano Squillaci lancia un appello al nuovo Governo.

"Nell'incontro con i rappresentanti degli oltre 600 servizi per le dipendenze gestite dai Centri FICT a Bologna il presidente FICT, avv. Luciano Squillaci, afferma: “Nelle dipendenze e nell'educazione come intervento preventivo, noi stiamo offrendo un panorama destrutturato, senza orizzonti e senza approdi, camminando nel limbo. Per questo dai Centri FICT, e dagli oltre 5mila operatori che vi si spendono ogni giorno, parte un forte appello al nuovo Governo perché ponga immediatamente mano, a cominciare dal conferire una delega politica specifica sulle dipendenze e dal rafforzamento del Dipartimento Politiche Antidroga, ormai svuotato di personale e di significato”.

Il dott. Antonio Mosti, direttore del  Sert di Piacenza, ci invita a riflettere sulle nuove emergenze: “il terzo millennio ci mette di fronte a nuovi bisogni: il disturbo da gioco d’azzardo, gli utenti stranieri in trattamento in costante crescita, (dal 2010 al 2016, il numero di utenza straniera è praticamente raddoppiato); la cosiddetta “nomofobia” (dipendenza da cellulare): sono più di 7 su 10 gli italiani ossessionati dallo smartphone che potrebbero ricevere una diagnosi di ‘sindrome da hand-phone’. (Un indagine svolta tramite metodo WOA (web opinion analysis) ha svelato che il 72% degli italiani vive praticamente con lo smartphone in mano). Poi abbiamo la nuova generazione di consumatori, gli psiconauti, altamente informati ed esperti nel campo delle nuove sostanze psicoattive (NPS), in grado di dare informazioni dettagliate su caratteristiche farmacologiche, chimiche e cliniche delle NSP.

“Il sistema italiano di intervento” ha aggiunto Biagio Sciortino, neo presidente del coordinamento nazionale dei servizi - INTERCEAR, presente anch’egli all’Assemblea FICT “conta circa 15 mila operatori tra servizio pubblico e privato autorizzato, purtroppo, però non solo abbiamo una normativa ferma al ‘90 che depotenzia l’intervento dei servizi, ma abbiamo anche disomogeneità regionali e territoriali così eclatanti da mettere in dubbio  il rispetto dei diritti degli utenti tra regioni diverse, tra ASP dove non sono garantite neanche le stesse prestazioni minime, a causa di una intesa Stato Regioni (1999) mai applicata in modo omogeneo. “

“Una normativa anacronistica - conclude Squillaci- che non risponde alle esigenze e ai bisogni di una società è da considerarsi pericolosa per la sopravvivenza degli stessi servizi di cura, per le persone che ne hanno bisogno e per il futuro dei nostri giovani. La penuria di progettualità politica, di investimenti sulla prevenzione, sulla cura sta rischiando di farci diventare inefficaci nel sistema educativo dei giovani”

Elisabetta Piccioni

Uff. Stampa FICT - Redazione PU

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