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Genova: tornano le morti per overdose e i media si stupiscono

Genova: tornano le morti per overdose e i media si stupiscono

Se non ci trovassimo di fronte ad eventi così tristi come la morte di due persone, verrebbe da sorridere amaramente a leggere e sentire dello stupore  seguito alle due recenti e ravvicinate morti per overdose verificatesi  a Genova. Gli addetti ai lavori sanno perfettamente che l’uso di sostanze –legali e non- non è mai cessato (anche quando non faceva notizia): si è differenziato,  il suo consumo ha progressivamente  abbassato l’età  in cui si inizia ma, soprattutto, la società (e la politica) hanno fatto come quelli che per non vedere lo sporco lo sbattono sotto il tappeto, come se bastasse non vederlo per eliminarlo!

Questo orientamento va  assolutamente modificato. Da tempo si assiste ad un costante depauperamento delle risorse destinate agli Enti/Organizzazioni pubbliche e accreditate che si occupano di prevenzione, recupero e reinserimento delle persone con problemi di dipendenze (vale la pena ricordare che è un intervento inserito tra i cosiddetti L.E.A. Livelli Essenziali di Assistenza), un trend che andrebbe rivisto destinando risorse sufficienti  per poter agire efficacemente contro un fenomeno  così puntiforme e in continua evoluzione.

Oggi ci sono più spesso allarmi per “nuove” dipendenze che proposte organiche  per una strategia complessiva sulle dipendenze.  Ci si dimentica che dietro alla parola dipendenza  c’è l’uomo, con le sue debolezze e difficoltà ma anche con le sue capacità e risorse da mettere in funzione!

E l’uomo deve essere l’obiettivo dell’intervento, non questa o quella dipendenza: un intervento che deve coinvolgere i giovani, ma anche i loro famigliari, gli adulti di riferimento e anche il mondo della comunicazione così importante nella società odierna.

Molti, troppi giovani affrontano l’uso di alcool e sostanze come se fosse un nuovo gioco di società, un modo di adeguarsi agli altri ed essere “fighi”, pensano di poter entrare e uscire da questo gioco come in un gioco di ruolo del PC… ma è un gioco mortale e fa vittime sempre più giovani. Vittime che degli anni 70-90 hanno solo sentito parlare, ma non hanno vissuto le angosce, le paure i lutti che in quegli anni le droghe causarono in modo più o meno diretto.

Ecco allora la necessità di intervenire anche con i loro adulti di riferimento- che quegli anni hanno vissuto- a partire dalle famiglie, troppo spesso impreparate ad intervenire in termini educativi, un mandato dal quale hanno abdicato da tempo, e con coerenza; le famiglie vanno aiutate e supportate a riassumersi il loro ruolo genitoriale con tutto quello che comporta. La mancanza di modelli che dettino regole con coerenza  produce caos e favorisce la ricerca di altri modelli, ma è una ricerca fuori controllo quindi pericolosa.

Sui media si fa spesso riferimento a gruppi di auto aiuto territoriali a cui possono rivolgersi persone e famigliari di persone con problemi di dipendenze; ci sentiamo coinvolti perché il metodo della comunità terapeutica nasce dall'auto aiuto, tanto è vero che un passaggio della nostra filosofia dice “dove altro, se non nei nostri punti comuni, troviamo un tale specchio?”; ciò che la comunità offre in più rispetto ad un gruppo territoriale è la presenza di una  equipe di operatori  professionalmente preparati e formati per sostenere gli ospiti/utenti a riesaminare i motivi che li hanno portati ad usare sostanze ed elaborare un nuovo progetto di vita condividendo il loro percorso giornaliero con un gruppo di pari; al Ceis questo spazio di condivisione viene offerto anche alle famiglie dei ragazzi che seguiamo.

Siamo convinti che sia importante operare in un’ottica di rete per utilizzare al meglio le risorse, evitando doppioni e creando risposte ai bisogni che il territorio manifesta, questo è il motivo che ci vede impegnati, insieme alla ASL 3, nella creazione di una struttura dedicata ad adolescenti  con uso problematico di sostanze. Speriamo di riuscire, in tempi relativamente brevi, a fare diventare realtà questo progetto per dare una risposta concreta ad un bisogno fuori controllo che sta producendo danni ad una intera generazione e ha già causato dolore e vittime di cui si era persa la memoria…

Ramon Fresta

Posted in dipendenze

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