Dic28

PERCHE’ FAR PAGARE AI POVERI LE CONSEGUENZE DELL'INSTABILITA’ POLITICA?

PERCHE’ FAR PAGARE AI POVERI LE CONSEGUENZE DELL'INSTABILITA’ POLITICA?

Il clima di incertezza politica rischia di privare tante famiglie indigenti della possibilità di ricevere il sostegno pubblico di cui hanno necessità. Affinché  ciò  non  accada,  l’Alleanza  contro  la  povertà  chiede  di approvare la legge delega di introduzione del Reddito d’Inclusione (REI) e di predisporre il Piano nazionale contro la povertà.

Dall’inizio della crisi, le persone in povertà assoluta in Italia sono aumentate del 155%: nel 2007 erano 1milione ed 800mila mentre oggi sono 4milioni e 600mila. Povertà assoluta è il termine tecnico che indica la miseria: la vive – infatti - chi non riesce a raggiungere lo standard di vita definito dall’Istat “minimamente accettabile”, con riferimento ad alimentazione, abitazione, vestiario, trasporti ed altre esigenze primarie.

Da gennaio l’Italia sarà l’unico paese europeo nel quale lo Stato non fornisce un aiuto alle persone in povertà assoluta. La Grecia infatti, che condivideva questo primato negativo con il nostro Paese, ha deciso di introdurre nel 2017 un sostegno pubblico a chiunque si trovi in tale condizione.

Nell’ultimo anno sono stati realizzati significativi passi in avanti per colmare questa carenza. Vi hanno lavorato insieme il Governo  e le principali forze parlamentari, di maggioranza e di opposizione. L’Alleanza contro la povertà ha contribuito attraverso un’attività costante di  sensibilizzazione,  pressione  e  proposta.  È  stata  così  avviata  una misura transitoria, destinata a 3 poveri su 10. È, soprattutto, cominciato il percorso parlamentare della legge delega per l’introduzione del Reddito d’Inclusione (REI), giunto a buon punto. Il REI dovrebbe rivolgersi a tutti i poveri, fornendo loro un contributo monetario, per affrontare le difficoltà economiche di oggi, insieme agli strumenti per costruirsi un domani migliore (formazione professionale, nidi per i figli, sostegno psicologico e così via, in base alle diverse esigenze di ognuno).

L’incertezza politica, però, rischia ora di vanificare i passi in avanti compiuti, proprio quando bisognerebbe portare a compimento il lavoro svolto, introducendo finalmente nel nostro paese un sostegno rivolto all’insieme della popolazione povera. L’unico modo per evitarlo è che il Parlamento  approvi  –  in  tempi  brevi  -  la  legge  delega  e  che  sia predisposto il Piano nazionale contro la povertà, nel quale specificare tutti i passaggi attuativi da compiere per l’introduzione del REI.

L’Alleanza contro la povertà auspica che non siano scaricate sulla parte più debole della società italiana le conseguenze negative dell’instabilità politica. Chiede, dunque, al Presidente della Repubblica, del Consiglio dei  Ministri ed  ai  Presidenti  di  Camera  e  Senato  che  l’azione del Governo e del Parlamento pongano tra le priorità la lotta alla povertà e, a tutte le forze politiche di collaborare affinché si giunga in tempi rapidi a:

• approvare la legge delega di introduzione del Reddito d’Inclusione (REI)

• predisporre il Piano nazionale contro la povertà con un investimento tale da rendere i servizi territoriali realmente inclusivi

L’ALLEANZA CONTRO LA POVERTÀ IN ITALIA, nata nel 2013, raggruppa 37 organizzazioni - tra realtà associative, rappresentanze dei comuni e delle regioni, e sindacati – che hanno deciso di unirsi per promuovere la costruzione di adeguate politiche pubbliche contro la povertà assoluta nel nostro Paese.

Una simile Alleanza non era mai stata costruita in Italia. La sua costituzione costituisce un segno tanto dell’urgenza di rispondere al diffondersi di questo grave fenomeno quanto dell’accresciuta consapevolezza, in tutti i proponenti, che solo unendo le rispettive forze e competenze si può provare a cambiare qualcosa.

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