Dic19

La povertà ed i bisogni dei più deboli non possono aspettare i tempi della politica

Luciano Squillaci, Presidente FICT: " Chiediamo di dare nuovo impulso all'iter legislativo del DDL di contrasto alle povertà

La povertà ed i bisogni dei più deboli non possono aspettare i tempi della politica

Appena è stato chiaro l’esito del referendum, come ampiamente previsto, Renzi ha deciso di lasciare aprendo di fatto un periodo di instabilità ed incertezza politica.

Immediatamente si è scatenata la preoccupazione per le conseguenze che la crisi avrebbe comportato sull'economia del Paese e sul modello stesso di governo. Si è persino analizzato, con dovizia di particolari, lo scenario futuro delle carriere politiche dei protagonisti interessati.

Tutto ciò fino a quando, dopo un “periodo tecnico” utile solo a completare l’iter legislativo della finanziaria, si è aperta l’era del nuovo Governo Gentiloni, con il mandato specifico di traghettare, possibilmente con una nuova legge elettorale, verso il voto.

"Ciò che non si è valutato, come purtroppo spesso accade in questi casi, è l’effetto che la fine del governo Renzi, e questa sorta di interregno Gentiloni, potrebbe avere nei confronti dei cittadini più poveri e più fragili.

Esistono quasi 5 milioni di italiani (dati ISTAT 2016) in condizioni di povertà assoluta che certo non investono in borsa e non sanno cosa sia lo spread, dichiara Luciano Squillaci, Presidente della F.I.C.T., ma che rischiano di pagare più di ogni altro le conseguenze di un referendum che probabilmente non hanno neanche compreso sino in fondo"

"Ed infatti dapprima la scadenza referendaria ha di fatto bloccato qualsiasi iniziativa parlamentare tesa ad intervenire adeguatamente sulla Legge di Bilancio, come aveva richiesto con forza l’Alleanza contro le Povertà, ed ora il risultato della consultazione e la crisi di Governo, pone serissimi dubbi sulla possibilità che il percorso del disegno di legge delega sulla povertà giunga a compimento entro la fine della legislatura. Quindi niente aumento del fondo per il contrasto alla povertà, afferma il presidente FICT, ma soprattutto il rischio molto probabile di una ulteriore battuta di arresto su un disegno di legge che invece andrebbe con urgenza sostenuto e rinforzato, in modo da contemplare misure sul reddito minimo ed un adeguato accompagnamento delle persone in stato di povertà assoluta con servizi e percorsi di inserimento ed inclusione sociale e lavorativa. Un DDL che finalmente renderebbe strutturale la pianificazione contro le povertà, integrando le diverse misure oggi troppo distanti tra loro (SIA, Assegno di Disoccupazione, ecc.)".

"Ma non è solo questa la conseguenza del dopo referendum sulle fragilità e sulle povertà. Non più tardi di una settimana fa il Ministro Poletti aveva annunciato l’aumento di ulteriori 50 milioni del cosiddetto Fondo per la non autosufficienza, le risorse attraverso le quali si pongono in essere sui territori i servizi rivolti alle persone con disabilità grave e gravissima. E pensare che le Associazioni dei familiari avevano già manifestato la propria contrarietà all'aumento ritenuto assolutamente insufficiente rispetto alle reali necessità e chiedendo almeno il doppio dei 50 mil promessi! Niente di tutto questo. L’intervento avrebbe dovuto essere fatto al Senato, ma le preannunciate dimissioni di Renzi hanno determinato l’impossibilità di modificare la Legge di bilancio che è stata approvata nel medesimo testo già passato alla Camera, con il Fondo ridotto a 450 milioni di euro."

"Ma al di là delle risorse, promesse e non garantite, continua Squillaci, le attuali difficoltà politiche gettano ombre minacciose anche sui percorsi avviati in questi ultimi anni. Che tempi ci saranno, infatti, per varare i regolamenti attuativi della tanto attesa legge sul Dopo di Noi e come procederà ora l’impegno assunto a suo tempo dal Governo sul contrasto al gioco d’azzardo e sulla riduzione delle sale slot? Ed ancora, il mondo del contrasto alle dipendenze aspettava da un momento all'altro (ormai da anni!) che il Governo conferisse una delega politica forte per il settore, restituendo al Dipartimento Politiche Antidroga il ruolo di indirizzo, stimolo e coordinamento che dovrebbe ricoprire. Peraltro tale delega sarebbe dovuta essere presupposto alla riscrittura partecipata della normativa di sistema, un percorso che deve iniziare dalla convocazione della Conferenza Nazionale che gli addetti ai lavori attendono ormai da oltre un decennio. Ed ora? Quanto ancora si dovrà aspettare?"

"Tutti interrogativi, ai quali è difficile oggi trovare risposte certe. La sensazione, dice il presidente,  è che il clima di instabilità politica porta con sé troppo spesso la conseguenza di dover ricominciare ogni volta tutto dal principio. Le politiche sociali, i servizi verso le fasce deboli, non rappresentano mai una reale priorità nelle agende governative e pertanto, troppe volte, vengono lasciate incompiute. Una realtà che purtroppo si sta ripetendo ancora una volta.  Ciò che è certo è che la povertà ed i bisogni dei più deboli non possono aspettare i tempi della politica. Qualunque sia il mandato che il Governo Gentiloni ha ricevuto, occorrerà comunque e con immediatezza garantire risposte certe ed adeguate, a partire dal fornire nuovo impulso all’iter legislativo del DDL di contrasto alle povertà."

"Ci auguriamo infatti che per una volta, tra le priorità politiche, trovino diritto di cittadinanza le azioni necessarie per garantire dignità e libertà ai cittadini più fragili.

Conclude Squillaci: "Un ultimo doveroso inciso, tra le conseguenze della crisi di governo, per chi dei poveri e dei fragili si occupa quotidianamente: che fine farà la riforma del Terzo Settore prevista dalla Legge Delega 106/2016 che tutto il mondo dell’associazionismo e della cooperazione ha aspettato con fiducia e che ora rischia di rimanere lettera morta dal momento che il Governo non ha fatto in tempo a definire i necessari decreti legislativi? Fatto salvo il decreto sul servizio civile che è attualmente allo studio delle Commissioni competenti di Camera e Senato e che è comunque sottoposto alla condizione che l’attuale legislatura continui ancora per qualche mese, tutto il resto, dal codice unico all'impresa sociale, dal regime fiscale al 5 per mille, resta condizionato alla volontà del nuovo governo, che avrà tempo fino al maggio 2017 per definire ulteriori decreti legislativi. Ma il governo Gentiloni deciderà di mettere mano ai decreti? E cosa ci scriverà? Dubbi che ci auguriamo vivamente possano essere rapidamente e decisamente fugati."

 

Info

Elisabetta Piccioni - Uff. Comunicazione FICT

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web: www.progettouomo.net

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